CAPITOLO 6: Una donna disprezzata

Il punto di vista di Sarah

I miei sensi sono avvolti da una nebbia che mi fa sentire scollegata dal mio stesso essere. Percepisco solo il tocco familiare di Philip e il calore dei suoi baci sulle labbra e sul collo. Eppure, mi manca la forza di rispondere, di andare più a fondo, di affrontare la realtà.

L'oscurità mi ha afferrata con violenza, trascinandomi nelle profondità di un regno lontano, dentro al mio sogno.

Le palpebre si sono sollevate lentamente, strappandomi a un sonno profondo. Mentre la consapevolezza si faceva strada, ho faticato a rimettere insieme gli eventi recenti, ritrovandomi nei confini familiari della camera da letto che condividevo con Philip.

I ricordi sono tornati a galla, l'ultimo dei quali, nitido, era fuori dalla villa, con la pioggia che cadeva a dirotto mentre Philip mi trascinava via, abbandonandomi finché non ho perso i sensi.

Lacrime indesiderate mi hanno rigato le guance, un amaro promemoria di come il destino si sia preso gioco di me. Un colpo improvviso alla porta mi ha scossa dalle mie fantasticherie, rompendo il silenzio greve della stanza.

«Sarah?» ha chiamato una voce da dietro la porta. Mi sono asciugata in fretta le lacrime, quasi rimproverandomi per aver mostrato la mia vulnerabilità, e mi sono diretta verso l'uscio.

Aprendolo, mi sono trovata davanti una delle domestiche di villa Cornell; le sue sopracciglia si sono inarcate in un sottile gesto di esame.

«Pulisco la stanza» ha dichiarato con noncuranza, in un tono che non tradiva alcun calore o empatia. Tra tutto il personale, era quella che mi trattava sempre con meno gentilezza.

«Perché sei qui?» ho chiesto. «È oggi il giorno previsto per pulire la villa?»

«La signora ha mandato me e altre tre domestiche a Serenity Pines Estate» ha risposto. «Ha chiamato il capo, Philip, e ha chiesto di mettere in ordine la villa perché, a suo dire, il tuo fisico non te lo permette.» Ha lanciato un'occhiata disinvolta alle unghie appena smaltate, insinuando velatamente una mia mancanza di efficienza nel tenere in ordine la casa.

«Alla nostra camera ci penso io. Voi potete occuparvi delle altre stanze» l'ho congedata.

Lei ha sbuffato prima di dirigersi verso la stanza accanto.

Sentendomi un po' stordita e faticando a ricordare gli eventi della sera prima, sono scesa in cucina per un bicchier d'acqua. Senza capirne il motivo, avvertivo un senso di nausea, forse dovuto all'influenza o a qualche farmaco.

Ho dato un'occhiata all'orologio appeso al muro e ho notato che mio marito era già nel suo ufficio. Ero persa nei miei pensieri quando sono stata sorpresa dal rumore di un'auto che accostava davanti alla nostra villa.

Mentre cercavo di prepararmi all'idea di accogliere un ospite inatteso, i pensieri mi si affollavano nella mente, sperando contro ogni speranza che non si trattasse di mia suocera, venuta a Serenity Pines Estate all'improvviso e senza preavviso.

Tuttavia, la mia apprensione è aumentata quando Megan è scesa dall'elegante Porsche Boxster parcheggiata fuori, avvolta in un vistoso abito rosso che ne accentuava le curve. Quando si è tolta gli occhiali da sole e ha incrociato il mio sguardo, non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa l'avesse portata lì.

Un'ondata di imbarazzo mi ha travolta: ero lì, in pigiama, spettinata e con i capelli in disordine. La gola mi si è stretta per l'incertezza pressante di cosa potesse volere da me.

I suoi occhi hanno scrutato l'ampiezza della villa, come se si aspettasse di trovare qualcosa nascosto sotto il suo sguardo, mentre la sua presenza mi metteva a disagio.

«Signorina Megan, desidera qualcosa da bere?» ha chiesto la domestica, prendendo abilmente in mano la situazione mentre la mia mente turbinava di domande.

A Megan è stato offerto un succo di frutta, posato sul tavolino di fronte a lei.

«Sono qui per una sola ragione» ha dichiarato Megan, tirando fuori dalla borsa le carte per il divorzio e appoggiandole con noncuranza sul tavolo. Poi ha esclamato: «Divorzia da Philip!».

Sono rimasta a bocca aperta, la mente che faticava a stare al passo con la sua audace dichiarazione. Avevo sentito bene?

«Ho saputo che ieri sera Philip ti ha sorpresa qui con un altro uomo. Se non sei felice nella tua relazione, non preoccuparti. Sono così gentile da aiutarti a chiudere il tuo rapporto con Philip» ha detto.

«Non ho intenzione di divorziare da Philip!» ho sbottato. Ma quella donna faceva sul serio?

«Andiamo, Sarah. Non fare la stronza e firma queste carte! Sono rimasta in contatto con Philip per tre anni di fila. Ti ho lasciato prendere il mio posto come signora Cornell, ma mi sono stancata di questa farsa. Questi giochetti sono estenuanti, sai? È meglio mettere le cose in chiaro piuttosto che continuare a tirarla per le lunghe» ha commentato Megan con indifferenza.

Il petto mi si è contratto a quelle parole. Una relazione segreta con Philip da tre anni?

Mentre mio marito fa l'amore con me, continua ad avere una relazione con Megan?

Se è così, che posto ho occupato nel cuore di Philip in questi tre anni? È per questo che sono condannata a non avere mai il suo amore?

Megan parve anticipare i miei pensieri. «Philip e io ci siamo incrociati a varie conferenze di lavoro e in viaggi all'estero. È dannatamente bravo! Mi piace come prende il comando…» Un sorriso strano le si disegnò sulle labbra.

Mascherai l'impulso di scoppiare a piangere sotto lo sguardo indagatore di Megan. Dentro di me, una tempesta di emozioni infuriava mentre lottavo con l'idea che stesse giocando con i miei sentimenti. Ogni fibra del mio essere si rifiutava di accettare le sue parole come verità, aggrappandosi disperatamente alla convinzione che fossero solo assurdità. Non riesco a vedere Philip come un traditore!

Tuttavia, i miei occhi scivolarono involontariamente sul collo di Megan, dove vidi la costosa collana che avevo notato una volta nel cassetto di Philip. Era la prova inconfutabile dell'importanza di Megan nella sua vita. Io non ho ricevuto nulla in cambio, eppure la notte scorsa mi ha cacciata dalla villa.

«Vattene, Megan!» furono le parole che mi sfuggirono dalle labbra.

«Cosa?» Sgranò gli occhi, sorpresa.

«Ho detto, vattene. Questa è casa mia! Non mi importa se sei qui per vedere mio marito, se ti intrufoli di nascosto o se hai una tresca con lui! Questa è la tenuta Serenity Pines e questa proprietà appartiene a me!» ringhiai. «Decido io chi può restare in questa villa!»

È straziante sapere che ha ancora una relazione con Philip, ma mi rifiuto di lasciarmi comandare a bacchetta solo perché è tornata. È doloroso! Ma conserverò le mie lacrime per i momenti in cui queste persone non saranno presenti a testimoniare la mia vulnerabilità.

«Ti denuncerò a Philip! Gli racconterò tutto!» mi minacciò Megan.

Le sue parole mi trafissero il cuore come un pugnale, facendomi precipitare in un abisso di disperazione. Che amara ingiustizia, il fatto che lei potesse parlare con Philip con tanta disinvoltura, mentre io faticavo persino a scambiare due chiacchiere con mio marito.

«Sarah! Lei è la signorina Megan! Che importanza hai tu nella vita del capo Philip? Sei solo una sfasciafamiglie che si è offerta quando il capo aveva bisogno di una sposa invece di sposare la signorina Megan!» intervenne la domestica.

Con uno sguardo feroce che mi bruciava negli occhi, mi lanciai in avanti, afferrai il succo che aveva preparato per Megan e glielo gettai in faccia. Lei quasi soffocò per lo shock.

«È questo il comportamento che insegnano a Villa Cornell? Chiaramente non ti hanno insegnato le buone maniere! Io non sono Sarah, sono la tua signora, Sarah! Vattene!» La mia voce rimbombò per tutta la villa.

La domestica rimase sbigottita, ma ammutolì per la paura quando incrociò il mio sguardo furioso.

«Sei una donna maleducata e ignorante! Beh, è giusto così! Non hai continuato gli studi perché ti aspettavi di accontentarti della ricchezza di Philip» sogghignò Megan.

«Lo ripeto, andatevene entrambe dalla mia villa, subito!» tuonai, e la mia voce echeggiò con intensità per i corridoi.

«Anche tu te ne andrai di qui molto presto! Credimi!» sputò Megan con veleno, uscendo furiosamente dalla villa e lasciandosi dietro una scia di tensione.

La domestica, rimasta indietro, era visibilmente scossa.

«Non sai dov'è la porta?» le chiesi con sarcasmo.

Con un ghigno, la domestica uscì dalla villa.

Con il cuore pesante e le mani tremanti, recuperai i documenti del divorzio che Megan aveva lasciato con noncuranza sul tavolo. Stringendoli forte, tornai faticosamente verso la camera padronale, ogni passo un'eco del dolore che mi straziava l'anima.

«Signora Sarah, sta bene? Il capo Philip ci ha detto che stava male, perciò ci ha mandate qui a occuparci della villa per tutto il giorno» spiegò un'altra domestica, che aveva assistito a tutta la scena.

Le feci un cenno con la testa e rientrai in camera.

È scoraggiante essere compassionevoli quando, alla fine, la gente si approfitta della tua gentilezza. Quindi, se Megan o l'altra domestica avessero deciso di denunciarmi alla signora Cornell e a Philip, che facessero pure. Sono profondamente ferita da ciò che ho sentito e dalla mia situazione attuale.

Il peso schiacciante della realtà mi piombò addosso non appena rientrai nella stanza e, finalmente, le lacrime che avevo trattenuto a stento strariparono. Tre anni di inganni mi crollarono addosso, mentre le parole di Megan mi risuonavano ossessivamente nella mente; non volevo accettarlo, per via della fragile speranza a cui mi aggrappavo.

Il mio telefono squillò sul comodino, fermando il mio pianto.

Con un respiro tremante, risposi alla chiamata. «P-pronto!»

«Sarah, sono io» disse la voce familiare di mio fratello.

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