Capitolo 2

Un'ora dopo ero annoiata e sentivo un po' di freddo. Presi il drink e il libro e rientrai nello chalet. Passando, afferrai un'altra bevanda alla frutta, stavolta al mango. Mi spaparanziai sul divano a L e feci zapping sull'enorme televisore montato sulla parete sopra il camino. Niente di interessante su trecento canali. Uff. Scorrendo la schermata principale, trovai YouTube. Mi fece accedere come ospite. Curiosa come sono, diedi un'occhiata alla cronologia per vedere cosa avessero guardato gli ospiti precedenti. C'era di tutto, dalla politica al porno vero e proprio. Teorie del complotto di ogni tipo e casi di cronaca nera. Trovai un video su presenze misteriose e lo feci partire. Che scelta infelice poteva mai essere? Ero solo da sola, in mezzo ai boschi, a casa di qualcun altro. Risi un po' tra me e me mentre mi rannicchiavo sotto una coperta.

Mentre scivolavo nel sonno, ascoltando un tizio che blaterava di uomini ombra, il telefono cominciò a cadermi di mano. Sapendo che se non mi fossi alzata subito avrei passato la notte sul divano, mi costrinsi ad alzarmi. Diedi una sistemata prima di salire al piano di sopra. Nel bagno della camera da letto mi preparai per la notte. Lavati i denti, raccolti i capelli in una coda di cavallo e sciacquato il viso, adocchiai il letto king-size che dominava la stanza. Prima avevo controllato se ci fossero telecamere senza trovare nulla. In più, la mia amica aveva garantito per la sicurezza della casa. Non fidandomi delle lenzuola, le tolsi e misi le mie. Potevo anche fidarmi del fatto che nessuno mi stesse spiando, ma volevo essere sicura di dormire su lenzuola pulite. Una volta rifatto il letto, mi spogliai. Dopo aver appoggiato i vestiti sulla sedia accanto al letto, mi infilai tra le lenzuola fresche e morbide. Sul comodino, vicino al telecomando delle luci, c'era una candela su uno scaldacera. Accanto, un biglietto diceva di accendere lo scalda-candela per una notte serena. Portai la candela al naso e riconobbi vaniglia e gelso. C'erano altre note che non riuscii a identificare. Accesi lo scaldacera. Mentre il profumo delizioso riempiva la stanza, presi nota mentalmente di controllare se potessi comprarne una in paese. Mi addormentai in un attimo.

Qualcosa mi strappò dalla pace dei sogni. Mugugnando, nel tentativo di aprire gli occhi, armeggiai alla ricerca degli occhiali. Li trovai quando, con la punta del dito, li feci cadere dal comodino. Accidenti. Riuscii ad afferrare il telecomando delle luci. Andando a tentoni, premetti un pulsante. Le applique ai lati del letto si accesero con una luce soffusa. Niente sembrava fuori posto. Mi misi in ascolto, ma non sentii nulla di strano. Qui fuori c'era un tale silenzio che, se ci fosse stato qualcosa di cui preoccuparsi, l'avrei sicuramente sentito. Borbottando, mi alzai per cercare gli occhiali. Se li avessi lasciati sul pavimento, sapevo che li avrei trovati la mattina dopo, calpestandoli. Cavolo, erano scivolati sotto il letto. In ginocchio, con il sedere per aria, allungai la mano. Mentalmente, incrociai le dita sperando di non trovare nulla di strano.

Proprio mentre la mano si chiudeva sugli occhiali, ebbi la sensazione di essere osservata. Con cautela, uscii da sotto il letto. Cercando di sembrare disinvolta, allungai la mano verso il telefono, ancora in carica sul comodino. Con le mani che tremavano, tirai giù il menu a tendina. Girandomi più velocemente di quanto le mie ginocchia quarantenni me lo permettessero, attivai la torcia per vedere cosa ci fosse alle mie spalle. Mentre le ombre si ritraevano dalla luce, quella vicino alla porta prese una forma umana con un cappello, prima di svanire. Risi di me stessa. Sapevo bene di non dover guardare cose inquietanti prima di andare a dormire. Consapevole che non sarei riuscita a dormire senza prima aver controllato, infilai le pantofole.

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