Capitolo 3

Il punto di vista di Anila

«Gina! Vieni qui e aiutami!» urlò Claire per tutta la casa, chiamando mia sorella.

Mi divincolai dalla sua presa ferrea, cercando disperatamente di raggiungere la porta. Ma ogni volta che provavo a strappare il braccio dalla sua stretta, le sue unghie mi si conficcavano nella carne.

Gina scese di corsa le scale e, quando mi vide, i suoi occhi si spalancarono.

«Ma che c—» cominciò a chiedere.

«Aiutami a portarla in camera sua» ringhiò Claire, afferrandomi l'altro braccio e rendendomi impossibile muovermi.

Gina annuì e si precipitò verso di me, mi afferrò per i piedi e mi sollevò di peso.

Urlai a squarciagola di lasciarmi andare. Urlai per chiedere aiuto. Urlai il nome di Xaden. Urlai finché non mi si seccò la gola. Ma fu inutile. Nessuno poteva sentirmi. Ero completamente sola e, come aveva detto Claire, non sarei mai andata via. Non sarei mai stata libera.

Ero una vera prigioniera.

Mi portarono di sopra e mi gettarono sul pavimento della mia piccola camera da letto. Caddi sul parquet con un tonfo sordo, troppo debole per rialzarmi dopo che mi ebbero lasciata andare.

Con una risata vuota, Claire mi guardò dall'alto in basso, scuotendo la testa con un'espressione disgustata.

«Pensavi che sarebbe stato così facile?» chiese, con un tono cupo. «Non sei altro che una delusione mortale. Non hai niente di speciale, Anila. Non lo sei mai stata e non lo sarai mai. Non sei degna di quella scuola. Ti metteresti solo in imbarazzo. Ti ho fatto un favore strappando quella lettera.»

«Non la passerai liscia, Claire» sibilai tra i denti, sorpresa di quanto la mia voce suonasse ferma nonostante la situazione.

Stavolta rise fragorosamente.

«Oh, tesoro. L'ho già passata liscia. Pensi davvero che a qualcuno importerebbe se sparissi?» chiese. «A nessuno importa, o è mai importato, di te. Nemmeno a tuo padre.»

«Ti sbagli» dissi, sollevando la testa da terra per poterla fulminare con lo sguardo. «È stato Xaden Gresham a darmi l'invito. A lui importa. Verrà a prendermi.»

A quelle parole, sia Claire che Gina scoppiarono a ridere.

«Quel Xaden Gresham?» chiese Gina tra le risate. «Adesso so che stai mentendo. Xaden Gresham è il ragazzo più figo del mondo intero. È impossibile che ti abbia degnata di uno sguardo.»

La furia mi ribollì dentro.

«Se proprio, sarà stato uno scherzo» aggiunse Gina.

Claire si chinò e mi afferrò il viso tra le mani, costringendomi a guardarla.

«Tuo padre sarebbe così deluso da te. Come sempre» mormorò prima di lasciarmi.

Le sue parole mi lasciarono a pezzi mentre si voltava e usciva dalla stanza, seguita da Gina che ancora ridacchiava al pensiero che Xaden Gresham potesse avermi prestato attenzione.

Sentii scattare la serratura fuori dalla porta e, ancora prima di controllare, seppi di essere chiusa dentro. Aveva fatto installare una serratura sulla mia porta quando avevo sette anni e mi ci aveva già chiusa altre volte.

Ma stavolta era diverso. Stavolta mi sentivo soffocare.

Ero davvero in trappola, e non credevo che nemmeno Xaden potesse tirarmi fuori di lì.

L'unica cosa che potei fare fu strisciare fino al letto e chiudere gli occhi, desiderando che quella terribile giornata finisse.

Quando calò la notte, ero esausta emotivamente, mentalmente e fisicamente.

Avevo il cuore a pezzi ed ero delusa.

Col passare delle ore, cominciavo a dubitare che Xaden mi avrebbe mai trovata. Il cuore mi si strinse dolorosamente nel petto, ma non avrei dovuto sorprendermi.

Forse Claire e Gina avevano ragione; forse era stato solo un crudele scherzo.

Mi rannicchiai nel letto, chiedendomi se quella fosse davvero la vita che mi era destinata. Xaden era stato così convinto quando aveva detto che ero un lupo mannaro. Era l'unico modo perché io potessi essere la sua compagna.

Era qualcosa che avevo sempre e solo potuto sognare.

Avrei dovuto sapere che era troppo bello per essere vero.

Chiusi gli occhi e lasciai che il sonno scacciasse i miei pensieri confusi. Ma verso le undici e mezza di sera, fui svegliata da qualcuno che bussava forte alla porta d’ingresso.

Un profumo di agrumi e more mi assalì le narici e la solita sensazione di oppressione mi si formò nel petto. Mi misi a sedere di scatto sul letto.

Xaden.

Era qui.

Sentii Claire borbottare qualcosa mentre usciva dalla sua stanza. Balzai giù dal letto e mi precipitai verso la porta della mia camera. La mia stanza era praticamente un ripostiglio con un letto singolo, quindi non ci misi molto a raggiungerla. Era ancora chiusa a chiave, ma se avessi appoggiato l’orecchio contro il legno, forse sarei riuscita a sentire cosa stava succedendo di sotto.

«Ha idea di che ora sia?» sibilò Claire, spalancando la porta. Fui contenta che parlasse abbastanza forte da farsi sentire. «Qualunque cosa venda, non ci interessa.»

«Mi scusi, signora. Non vendo niente» rispose la voce di Xaden, una coperta calda che avvolse il mio corpo gelato e placò tutte le ansie che avevo provato nella mia vita. «Mi chiamo Xaden Gresham e sono qui per Anila Montgomery.»

«Anila non va da nessuna parte con lei» ribatté Claire.

«È stata ammessa all’Accademia Lunare» replicò Xaden. «Dovrebbe arrivare a scuola domani sera.»

La sua voce era calma, e sapevo che già solo quello stava facendo impazzire Claire.

«Non mi interessa. Lei non ci va» insistette Claire. «Si sbaglia di grosso. Non ha niente di speciale.»

«Noi non commettiamo errori…»

«Non è neanche in casa» mentì Claire, interrompendolo. «Quindi sta solo sprecando il suo tempo.»

Sentii la porta scricchiolare mentre tentava di chiuderla, ma si bloccò subito. Sapevo che Xaden doveva aver messo una mano o un piede per impedirle di chiudersi del tutto.

«So che sta mentendo» disse Xaden con semplicità. «Sento il suo odore.»

«Sente cosa?» chiese Claire, stringendo gli occhi.

Prima che potesse aggiungere altro, sentii dei passi entrare in casa, e non si fermarono. Si stavano avvicinando, e il cuore mi martellava furiosamente contro le costole. Mi allontanai dalla porta della mia camera mentre i passi si facevano più vicini.

«Non può semplicemente piombare in casa mia!» ringhiò Claire, inseguendolo. «Se ne deve andare, signor Gresham!»

Sentii Gina sussultare forte quando Xaden le passò davanti alla camera e si avvicinò alla mia.

Riusciva davvero a sentire il mio odore.

L’eccitazione mi esplose nel petto quando si fermò davanti alla mia porta e provò la maniglia, accorgendosi che era chiusa a chiave.

Con un minimo sforzo, Xaden diede un calcio alla porta, che si spalancò con violenza; vidi la serratura sbriciolarsi a terra.

La bocca mi si aprì per lo shock.

Gli occhi di Xaden incontrarono i miei e il suo sguardo si addolcì.

«Te l’avevo detto che ti avrei trovata» disse, facendomi un sorriso sghembo che mi fece perdere un battito.

Aprii la bocca per parlare, ma la voce di Claire mi bloccò.

«Chiamo la polizia se la porta via!» si lamentò Claire. «Questo è un rapimento.»

Xaden mi prese la mano, i suoi occhi che si riversavano nei miei. Poi mi fece l’occhiolino e si girò verso Claire, tenendo ancora la mia mano stretta nella sua.

«Anila è maggiorenne» le disse con semplicità. «Si preoccuperebbero più del fatto che lei la tiene prigioniera, piuttosto che del fatto che io la porti via.»

Il colore defluì dal viso di Claire e la sua bocca rimase aperta per lo sconcerto.

«Lei non ha nessun diritto…» ringhiò Claire.

Alzò la mano e per un secondo pensai che stesse per schiaffeggiarlo. Non mi sarei stupita se avesse tentato una stupidaggine del genere. Ma proprio mentre la sua mano si avvicinava al viso di lui, si bloccò completamente.

I suoi occhi si spalancarono e vidi il panico divorarle il volto.

«Io… non riesco a muovermi» disse con voce strozzata. «Cosa mi hai fatto?»

Capitolo precedente
Capitolo successivo