02
NARRATORE
Era la notte del terrore per il regno dei lupi mannari. Il sole aveva cominciato a tramontare e la stagione invernale era già iniziata. Il branco della Luna Oscura attendeva la luna di sangue. Quella notte, tutti i branchi del Regno di Smeraldo (il regno dei lupi mannari) si riunirono nelle foreste dei loro territori. Avrebbero acceso il falò verde (un falò dalle fiamme verdi) e pregato la Dea della Luna di dar loro la forza di sopportare le avversità dell'eclissi lunare sulle loro terre. (Durante l'eclissi, i lupi mannari sono perlopiù impotenti, così come la luna stessa).
Althea si fece strada verso la villa dell'Alfa. Stava andando in camera di Orlando (il figlio dell'Alfa, per cui Althea aveva una cotta), quando andò a sbattere contro l'Alfa Damon.
Althea cadde a terra e gemette quando il sedere le colpì il pavimento. «Devi tenere gli occhi aperti quando cammini in questa villa. È piena di giganti e tu sembri un semplice cerbiatto in confronto a tutti noi» disse l'Alfa Damon, voltandosi a guardare Althea che si massaggiava il sedere.
L'Alfa Damon si chinò e le porse una mano. «Ti sei fatta male, tesoro?» chiese con tono preoccupato, aiutandola a rialzarsi. Althea era amica di sua figlia, Callista, e lui la trattava come se fosse una di famiglia. Althea aveva una famiglia amorevole e premurosa, ma era la preferita dell'Alfa per via dei suoi altissimi voti all'accademia del branco.
Althea era un genio nato. Quando il Regno di Smeraldo venne a conoscenza dei suoi risultati annuali, chiesero all'Alfa Damon di mandarla all'accademia del regno, l'Accademia di Smeraldo. Nemmeno ai figli dell'Alfa era stata data un'opportunità del genere. La cosa rese l'Alfa Damon molto felice e orgoglioso di Althea.
Quello era l'ultimo anno di studi di Althea nel branco della Luna Oscura. Dopo gli esami, sarebbe andata all'Accademia di Smeraldo insieme a Orlando, il futuro Alfa del branco.
Althea si rimise in piedi con l'aiuto dell'Alfa Damon. Lo guardò e sorrise furbescamente. «Sì, Alfa. Sto bene» rispose con tono educato. L'Alfa Damon sorrise sentendola parlare. Annuì e le fece cenno di camminare con lui.
«Allora, cosa ti porta qui? Callista non è in casa. È uscita con Alexander cinque minuti fa» chiese l'Alfa Damon con tono malizioso, sapendo bene cosa potesse averla condotta alla villa. Tutti erano a conoscenza dei suoi sentimenti per Orlando.
La cosa lo entusiasmava al pensiero dei suoi futuri nipotini. Sapeva che i figli di Althea sarebbero stati intelligenti e forti quanto lei. «Orlando mi ha chiesto di portargli la lista dei corsi che ci hanno dato. Voleva controllare che non ci fossimo persi niente» rispose Althea con innocenza. Sebbene fosse di tre anni più giovane di Orlando, all'accademia erano allo stesso livello. L'Alfa aveva voluto mettere alla prova Althea ogni singolo anno. Quando si era iscritta, all'età di tre anni, era un anno indietro rispetto a Callista, ma aveva iniziato a saltare le classi molto presto.
L'Alfa Damon si accigliò, confuso. «Ci stiamo preparando per l'Accademia di Smeraldo» aggiunse Althea a bassa voce, conoscendo bene il motivo della sua perplessità. L'Alfa Damon sorrise e le diede una pacca sulla testa.
«Troverai Orlando nel giardino sul retro. Credo sia andato lì con i suoi libri per leggere» la informò orgoglioso l'Alpha Damon. Chinando il capo in segno di rispetto, Althea si allontanò.
Althea si diresse verso il giardino e si guardò intorno in cerca di Orlando. Lo trovò sdraiato su un'amaca, con un romanzo rosa tra le mani. Stava leggendo. Althea gli si avvicinò e gli posò la lista sul petto. «Ecco la tua lista. Ora devo andare. Callie mi ha chiamata, dobbiamo vederci al centro commerciale per comprare dei vestiti nuovi per stasera» lo informò Althea a bassa voce.
Orlando si voltò, aggrottando la fronte. «Cosa ti metterai?» le chiese, sempre a voce bassa. Althea ridacchiò.
«Un maglione rosso a collo alto e dei jeans neri attillati. L'ho visto online, era bellissimo» gli rispose tutta eccitata. Orlando tirò un sospiro di sollievo e le scompigliò i capelli.
«Brava ragazza. Chiedi all'autista di portarti al centro commerciale. Non andare da sola, hai ancora solo tredici anni» disse Orlando a bassa voce, seppellendo di nuovo lo sguardo nel libro. Con un adorabile «Okay!» gridato, Althea tornò verso la villa.
Callista uscì dalla sua camera da letto con indosso un bellissimo abito con la scollatura all'americana. Alexander era in piedi davanti alla sua porta, ad aspettarla. Non appena la vide, cominciò a tossire: la sua stessa saliva gli era andata di traverso. «Cosa ti sei messa? Quante volte te lo devo dire? Sei solo una bambina. Dovresti indossare qualcosa di appropriato per le preghiere.» Alexander cercò di mantenere un tono il più calmo possibile. Non aveva mai urlato contro nessuno prima di allora. O almeno, così credeva. C'era una persona specifica nel branco che si prendeva sempre le sue sgridate, ma Alexander non se ne era mai accorto.
Con un broncio rabbioso, Callista rientrò in camera per cambiarsi. Sapeva che le sarebbe stato impossibile lasciare la villa senza averlo fatto, dato che Alexander glielo aveva chiesto. Riuscì indossando una lunga gonna rossa di seta e una camicetta bianca. «Contento, adesso? Non mi lasci mettere mai niente!» urlò contro Alexander, spingendolo via per poi dirigersi verso le scale.
Callista e Althea erano sedute vicine, in fondo al gruppo. Mentre tutti erano assorti nella preghiera, Althea sentì qualcosa. Aprì gli occhi e si voltò. Vide Callista che si allontanava dal falò. Stringendo i denti per l'irritazione, si alzò anche lei e seguì l'amica.
A Callista non piaceva essere vincolata da regole e leggi. Non le piaceva pregare. In compenso, le piaceva moltissimo creare problemi ai suoi genitori. Era una figlia difficile. Le piaceva ribellarsi a suo padre e alle sue regole, ma con Alexander non riusciva quasi mai a spuntarla. Non poteva rifiutarsi di fare ciò che lui le chiedeva. Era per questo che l'Alpha Damon aveva ordinato ad Alexander di tenerla d'occhio.
«Callie! Aspetta! Dove vai? C'è l'eclissi, dovremmo pregare» la chiamò Althea, confusa. Con un sorriso entusiasta, Callista tornò verso Althea, le afferrò la mano e la trascinò via, senza rispondere alla sua domanda. La trascinò nel fitto del bosco, verso casa di Althea.
