03
NARRATORE
Althea e Callista erano sedute sul ciglio della scogliera, a contemplare la splendida foresta sotto di loro. Avevano le braccia intrecciate. Callista teneva la testa appoggiata sulla spalla di Althea, mentre Althea aveva la sua sulla testa di Callista. Stavano canticchiando insieme la loro canzone preferita. Sebbene Althea non volesse lasciare il luogo di preghiera, non riusciva a dire di no alla sua migliore amica. Semplicemente, non poteva lasciare Callista da sola.
Il minimo fruscio alle loro spalle le fece voltare entrambe verso la fitta foresta. Althea sentiva che lasciare il luogo di preghiera non era stata la cosa giusta da fare. Trattenne il respiro mentre estraeva un coltellino dalla tasca.
Althea e Callista si alzarono in piedi. Althea spinse Callista dietro di sé, per poterla proteggere. Alcune foglie si mossero e due alte figure apparvero di fronte alle due piccole ragazze. Althea tirò un sospiro di sollievo quando vide due volti familiari davanti a sé. «Mamma, papi, che ci fate qui? Pensavo foste al luogo di preghiera» chiese Althea con tono confuso, non aspettandosi di vedere quella coppia nella foresta.
I due la fissavano con un'espressione terrorizzata. «Althea! Che cosa ci fai qui? Non ti avevo detto di rimanere al luogo di preghiera, a qualunque costo?» le chiese sua madre con rabbia, vedendo la figlia di fronte a sé.
«Mamma! Che sta succedendo? Perché sei così spaventata?» domandò Althea, preoccupata. Callista cercò di superarla, ma Althea la fermò. Poteva essere ancora una bambina, ma era tutt'altro che debole. Capiva ciò che la circondava molto meglio di tanti lupi adulti dell'accademia. Per qualche strana ragione, Althea percepiva una certa ostilità nell'aria.
«È perfetto! Perfetto che tu sia qui. Non dovremo lasciarti. Puoi venire con noi» rispose la madre, facendo un passo verso di lei. Althea si spostò di lato, con cautela e molto lentamente. Sentiva che restare sul bordo della scogliera non era una buona idea.
«Cosa vuoi dire?» chiese Althea, incuriosita.
«Stanotte dobbiamo rapire Callista. Ci sono in ballo un sacco di soldi. E una vita di lusso. Puoi venire con noi. Sarai al sicuro» rispose la madre quasi all'istante, sorridendo per la sua vittoria.
Gli occhi di Althea si rabbuiarono per la paura nel sentire sua madre. Con quanta disinvoltura era riuscita a dirle che era lì per rapire la sua migliore amica. «Ma che dici? Smettila di scherzare, mamma. Non è bello nemmeno pensare a una cosa così seria» tentò ingenuamente di fermarla Althea.
Non poté fare a meno di chiedersi se sua madre stesse scherzando.
«Pensi che stia scherzando? Mi vedi sorridere? Sono serissima. Dopo anni passati a tramare, stanotte abbiamo la possibilità di rapirla. Adesso vieni con noi.» La madre di Althea le ringhiò contro mentre si avvicinava a loro per raggiungere Callista. Quest’ultima strinse forte la mano di Althea, non sapendo nemmeno come difendersi.
La madre di Althea stava per afferrare la mano di Callista, quando Althea la spinse di nuovo dietro di sé.
«Togliti di mezzo, Althea. Non abbiamo molto tempo. Dobbiamo andarcene prima che il branco si accorga dell’assenza della principessina.» La madre di Althea le ringhiò contro con rabbia, cercando di spostarla.
«Ma questo è un tradimento. Come puoi anche solo pensare di tradire il nostro amato Alpha?» chiese Althea alla madre, mentre le lacrime le pizzicavano gli occhi. Sentendo quella domanda ingenua, sua madre scoppiò in una risata isterica.
«Amato Alpha? Tradimento! Bisogna essere leali a qualcuno per poterlo tradire. Ora levati di torno! Se ami così tanto l’Alpha, allora ucciderò anche te. Perché questa stronza me la porto via, a ogni costo. C’è una fortuna sulla sua testa.» La madre di Althea le urlò contro, furiosa, e provò a spingerla via.
Althea scosse la testa e respinse la madre. «No! Mai! Non tradirò mai l’Alpha. Non ti permetterò mai di portare via Callie.» urlò rabbiosamente contro di lei. Suo padre digrignò i denti, sentendo le parole ingenue della figlia.
«Che ti piaccia o no, noi lasciamo il branco. E non ce ne andremo senza questa stronza. Visto che abbiamo deciso di tradire il branco, pensi che ti accoglierebbero dopo aver scoperto che abbiamo portato via Callista?» le ringhiò contro il padre, cercando di farla ragionare. Althea riusciva a malapena a elaborare ciò che stava accadendo. Non capiva cosa stessero cercando di fare i suoi genitori.
Di una cosa, però, era certa. Quella voce dentro il suo cuore. Quella voce che le urlava di proteggere la sua migliore amica.
«Io non sono una traditrice. Sono una Lunar purosangue. E i Lunar non tradiscono mai il loro Alpha» mormorò Althea, ricordando qualcosa di quei sogni confusi che faceva quasi ogni notte.
«Non essere ridicola! L’Alpha ucciderà te per prima. Perché noi non restiamo qui e di certo non ce ne andiamo senza di lei.» le urlò contro sua madre con rabbia. Il cuore di Althea batteva all’impazzata nella cassa toracica, senza sapere cosa dovesse fare. Si guardò intorno, cercando di pensare a un modo per salvare la sua migliore amica. Non c’era nessuno nei paraggi che potesse aiutarle.
