05

NARRATORE

Dalla ferita cominciò a colare sangue. Althea se ne cosparse il corpo e iniziò a spargerlo tutt'intorno sul terreno. Proprio in quel momento, sentì l'ululato dei lupi. I lupi neotrasformati perdevano il controllo durante le prime notti di luna piena, e avrebbero seguito l'odore del sangue per cacciare prede nel bosco. Althea sapeva che i soldati avrebbero sorvegliato quei lupi. Era il momento perfetto per un piccolo sacrificio pur di salvare Callista.

Gli ululati si fecero più vicini. Althea scattò con la testa verso sinistra. Era di nuovo circondata dai reietti e dai suoi genitori. «Liberiamoci prima di lei. Comincia a darmi sui nervi» disse uno dei reietti, avanzando verso Althea.

«Per me va bene. Posso sempre farne altri con il mio amore al fianco. Finiscila e prendi la mocciosa dell'Alpha. Dobbiamo andarcene subito!» rispose la madre di Althea al reietto che si stava avvicinando per ucciderla. Althea chiuse gli occhi, preparandosi a un dolore insopportabile.

Proprio allora, tutti sentirono dei ringhi sommessi farsi più vicini. Althea riaprì gli occhi e schizzò il proprio sangue addosso ai reietti. Si voltò mentre apparivano i lupi neotrasformati, che circondarono i nemici. Ringhiando ferocemente, assetati di sangue, i lupi appena trasformati li attaccarono.

Come Althea aveva previsto, i neotrasformati erano in numero maggiore e sopraffecero i reietti, dato che erano fuori controllo.

Uno dei lupi puntò gli occhi su Althea. Dato che il suo sangue era ovunque, riusciva a sentirne l'odore su di lei. Rilasciò un ringhio potente e le si lanciò contro, saltandole addosso e inchiodandola a terra.

I soldati del branco arrivarono sul posto giusto in tempo. Tutti i reietti morirono, tranne uno che fu salvato dai soldati. Uno di loro corse verso Althea per aiutarla. Prima che potesse raggiungerla, però, il lupo neotrasformato le artigliò il viso e lo stomaco. Althea urlò di dolore mentre il lupo le lacerava la carne. Prima che potesse fare altri danni, uno dei soldati gli ululò contro, spaventandolo e allontanandolo da lei.

Gorgogliando nel proprio sangue, Althea tremava per il dolore. «C... Cal... Callista è s... si... sicura. N... no... non ho tra... tradito l'A... l'Alpha. Non s... sono una traditrice» mormorò Althea, prima di chiudere gli occhi e svenire.

Il soldato non era sicuro del perché Althea avesse detto quelle cose, ma sapeva che dovevano significare qualcosa, dato che erano state le sue ultime parole prima di perdere i sensi.

Callista saltò giù dal ramo dell'albero dove si era nascosta. I genitori di Althea non si vedevano da nessuna parte tra i corpi dei reietti. Callista immaginò che fossero fuggiti. Si avvicinò alla sua migliore amica. Un grido acuto e terrorizzato le sfuggì dalle labbra quando vide il volto di Althea squarciato su un lato.


Althea aprì gli occhi e si guardò intorno. Un'infermiera era seduta accanto al suo letto, intenta a leggere un libro. Sentendo Althea lamentarsi per il dolore, la guardò in viso. Nei suoi occhi c'era fastidio. «Oh, fantastico! Si è svegliata. Qualcuno vada a informare l'Alpha» ringhiò l'infermiera, seccata, alzandosi dalla sedia. Fece un gesto sbrigativo con la mano e si allontanò, senza nemmeno degnarsi di controllare come stesse Althea.

Althea sollevò una mano e si toccò il viso, coperto da spessi strati di bende. Cercò di ricordare cosa potesse essere successo. Riusciva solo a rammentarsi di essersi tagliata l'avambraccio per salvare la vita di Callista. Non ricordava nient'altro.

L'Alpha arrivò di corsa nel reparto dove si trovava Althea, seguito dal futuro Beta del branco, Alexander Proudswift, e da suo figlio, Orlando Roquenet. Orlando le afferrò subito la mano e gliela baciò con delicatezza.

«Althea! Tesoro! Stai bene?» le chiese l'Alpha Damon con tono preoccupato, sentendola lamentarsi per il dolore.

Stava soffrendo. Non riusciva proprio a fingere.

Althea cercò di trattenere le lacrime, ma il dolore gliele strappò via dagli occhi. Voleva dire all'Alpha che le ferite le facevano un male terribile, ma era più in ansia per la sua migliore amica.

«C… c… a… Call… Callista?» chiese Althea all'Alpha Damon, la voce carica di apprensione.

L'Alpha Damon le posò dolcemente una mano sulla testa e sorrise. «Sta bene. È al sicuro. Tutto grazie a te» le rispose con gratitudine.

Callista aveva raccontato tutto a suo padre. Lo aveva informato che i genitori di Althea volevano rapirla.

«Ma… mamma… pa… papà?» domandò Althea, sperando che l'Alpha le dicesse che era stato solo un incubo. Che i suoi genitori erano ancora nel branco.

A quella domanda, l'Alpha Damon abbassò lo sguardo e chinò il capo. Gli occhi di Althea vagarono per la stanza, sperando che qualcuno rispondesse. Nessuno osò dire una parola. Orlando si chinò su di lei e le diede un bacio leggero sulla fronte.

«Come ti senti, Thea? Dimentica tutto il resto. Per ora concentrati solo sul rimetterti in sesto» le chiese Orlando, sinceramente preoccupato per lei.

Gli occhi di Althea si riempirono di nuovo di lacrime. «Fa male! Fa un male cane. Ti prego, fa' sparire questo dolore, Randy. Non ce la faccio a sopportarlo» rispose a Orlando con un filo di voce addolorata.

Aggrottando la fronte, confuso, l'Alpha Damon le prese la mano. Chiuse gli occhi per percepire il dolore di Althea.

Li spalancò per lo shock, dopo aver provato la sua stessa agonia per un solo istante. Pur essendo l'Alpha, nemmeno lui era in grado di sopportare una sofferenza simile.

«Dove sono i guaritori? Perché non c'è nessuno ad assisterla? Perché non le sono stati dati degli antidolorifici?» ringhiò l'Alpha, furibondo. Non riuscì più a contenere la rabbia vedendo che il personale dell'ospedale non aveva seguito i suoi ordini.

Dopo aver scoperto tutta la verità e aver letto i rapporti sull'incidente, all'Alpha erano state riferite le ultime parole pronunciate da Althea prima di svenire. Damon si sentì in colpa per aver ritardato il suo intervento chirurgico di quattro giorni. A causa di quel ritardo, tutti erano stati informati che Althea avrebbe avuto cicatrici permanenti sul corpo e sul viso. Lo sapevano tutti, tranne lei. Una volta emersa la verità, l'Alpha Damon aveva ordinato all'ospedale di prendersi la massima cura della ragazza coraggiosa che si era gettata in mezzo ai lupi solitari solo per salvare sua figlia. Sentendo l'Alpha Damon ringhiare rabbiosamente contro di loro, il personale dell'ospedale fu improvvisamente preso dal panico.

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