Capitolo 5
Venom ~
Questo ristorantino sta diventando in fretta il mio ritrovo preferito. Il cibo è buono… il servizio ancora meglio. E Delaney è un piacere per gli occhi… un metro e sessantadue circa… capelli castano ramati scuri… un corpo da morirci… o da uccidere per averlo… dipende dall’umore.
Abbiamo ordinato hamburger e patatine… quelle maledette cose danno dipendenza! Chainz ha chiesto: «La camerierina… è impegnata?» Ho grugnito. «Che ne so. È solo la terza volta che la vedo. Non so praticamente niente di lei. Mi piace venire qui perché non ci tratta come cittadini di seconda categoria.»
Chainz sorride e dice: «C’è un modo per scoprirlo.» Quando torna con il nostro cibo, le chiede se frequenta qualcuno. Lei sorride e risponde: «Io frequento praticamente tutti… essendo il miglior ristorante della città. Se mi stai chiedendo se esco con qualcuno… la risposta è no. Non ne ho bisogno. Non ne ho voglia. Sto crescendo mio fratello e mando avanti il mio ristorante. Non ho molto tempo libero.»
Lui alza le spalle e fa un sorrisetto. «Peccato. Potrei farti passare un gran bel momento.» Lei gli ride in faccia. «Un gran bel momento so darmelo anche da sola, senza drammi, tesoro!» E a quel punto mi è venuto da ridere. Questa ragazza comincia davvero a piacermi.
Ci ha servito il cibo… ci ha chiesto se andava tutto bene. Poi si è scusata, dicendo che doveva parlare con Maddox e che sarebbe rimasta a portata di voce se ci fosse servito qualcosa.
Ho affinato l’udito per ascoltare… giusto per assicurarmi che fosse tutto a posto. Lei ha detto, a bassa voce… «Va bene, Maddie. Sputa il rospo… stai rimuginando.» La vocina da bambino di lui tremava come se avesse le lacrime agli occhi. «Bert è il figlio del sindaco, Laney. E se sua madre mi fa causa? Non volevo slogargli il braccio… è che mi hanno fatto arrabbiare così tanto.»
Lei lo ha abbracciato e gli ha detto: «Dolce ometto mio. Hai fatto esattamente quello che ti abbiamo insegnato a fare. Ti sei messo in mezzo per qualcuno che veniva maltrattato. Noi non restiamo a guardare mentre i bulli fanno quello che vogliono. Sono davvero, davvero orgogliosa di te per aver protetto Valerie. È troppo piccola per essere importunata anche da un solo ragazzino… figurati da quattro. Dicevo sul serio quando ho detto che sei un eroe. E so che Valerie lo pensa! Quanto alla causa… prego la Dea che quella donna mi porti in tribunale. Sventrerò quella famiglia da cima a fondo. Ti ricordi quando ti ho detto che alcune persone cercheranno sempre di farsi grosse e costringerci a fare qualcosa che non dovremmo? E ti ho detto che quelle stesse persone hanno sempre scheletri che non vogliono vedere uscire dall’armadio? Io mi occupo proprio di trovare quegli scheletri, tesoro. E non ho paura di farli sbattere per bene.»
Lui ha fatto una risatina e ha sussurrato: «Però… mi dispiace…» Delaney ha scosso la testa. «Non scusarti mai per aver avuto ragione. Non dire mai a nessuno che ti penti di esserti alzato e di aver fatto la cosa giusta, amore. Ogni giorno, attorno a noi, succedono un milione di ingiustizie. Se possiamo impedirne anche solo una… allora stiamo facendo esattamente ciò che dobbiamo fare!»
Maddox ha quasi piagnucolato: «Ma, Laney… e se scuotono i nostri scheletri? E se mi rimandano da Marcus quando esce? E se mettono te in prigione per avermi rapito? Io mi spavento tanto, Sissy.»
Lei se l’è tirato in grembo… «Ascoltami bene. Quando ho compiuto ventun anni… ho fatto preparare dei documenti dal vecchio signor Masters… l’avvocato della nonna… per adottarti. Possiamo cambiare il tuo cognome in Quinn, come il mio… invece di Walters… Marcus non è idoneo alla libertà condizionale prima di altri diciotto mesi. Quando l’hanno condannato, mi hanno concesso la tutela… e tra quattro giorni abbiamo l’udienza per l’adozione. Poi… nessuno potrà mai portarti via da me, Bubby. Nessuno! Prima li uccido io!»
Mentre ascoltavo l’amore, il sostegno e la comprensione che gli dava, mentre ascoltavo come stava vicino a suo fratello, ho capito che è della mia razza… Crede in molte delle stesse cose in cui crediamo noi. Penso che diventeremo grandi amici.
Quel ragazzino ha lussato la spalla a qualcuno? Dannatamente impressionante. Lei aveva detto che si allenano… Mi chiedevo dove… e mi chiedevo anche perché. Mi ritrovai a desiderare sul serio di conoscere la storia di quella ragazza.
Mi collegai mentalmente con Snake e gli dissi che volevo tutto quello che riusciva a trovare su un certo Marcus Walters… sulla mia scrivania… entro un’ora.
Pagammo il conto… e, mentre uscivo, le misi in mano il mio biglietto da visita e le dissi: «Ho sentito quello che stavi dicendo a tuo fratello. Per favore. Non esitare a chiamarmi… i miei numeri sono sul biglietto. Se ti servisse mai aiuto… o ti trovassi in una situazione insostenibile… chiamami. È quello che facciamo.»
Il suo corpo urlò la risposta. Postura fiera… viso duro. Sorrisi e dissi: «Sai cosa dicono dell’orgoglio, vero, Delaney?» Lei scrollò le spalle. «Sì… precede la caduta.»
Annuii, sorridendo ancora di più. «Ogni tanto a tutti serve un po’ d’aiuto. Chiederlo va bene. Lascia che sia tuo amico… tutti abbiamo bisogno di sapere che qualcuno sta dalla nostra parte.»
Lei sorrise davvero… un po’ della tensione le scivolò via dalle spalle… e mi disse: «Lo terrò a mente.»
Scuotendo la testa e ridacchiando, uscii… montai sulla moto e mi diressi al clubhouse.
Snake mi intercettò alla porta e disse: «Ho scavato. Ti incazzerai… questo tizio è un bel pezzo di merda.» Io annuii e andai dritto nel mio ufficio.
Aprii il fascicolo… e cominciai a leggere… Marcus Walters era cresciuto in una casa-famiglia in Idaho… i guai da adolescente lo avevano fatto finire nel riformatorio. Si era preso il diploma mentre era dentro.
Una volta uscito, aveva trovato posto come meccanico in un negozio di moto… era salito di grado fino a diventare responsabile… e, alla fine, era riuscito a comprare il negozio.
Si era sposato con una vedova con una figlia di nove anni… Marnie Quinn… Due anni dopo avevano avuto un figlio… Maddox.
Marcus si era rimesso in mezzo a certe cattive compagnie dei tempi del riformatorio. Aveva cominciato a spacciare… poi aveva finito per consumare… a bere e a giocare d’azzardo. Ogni volta che restava senza soldi, costringeva la moglie a tirarlo fuori dai guai con l’eredità…
Lei aveva cominciato a rifiutarsi… ed era andata dal suo avvocato… facendo blindare l’eredità a nome della figlia… insieme al fondo fiduciario della ragazza.
Una notte maledetta, lui era tornato a casa… pretendendo soldi per pagare il fornitore. Invece di vendere la roba… lui e i suoi compari di galera se l’erano fatta.
Quando lei gli aveva detto che non poteva più accedere a contanti… lui l’aveva picchiata fino a ucciderla. La figlia aveva chiamato il 911… e aveva aspettato di sentire le sirene… prima di scappare nella notte.
All’udienza di condanna di Marcus… si era presentato un avvocato al posto di Delaney… chiedendo la tutela del fratellino minorenne. Era stata concessa e Marcus era stato condannato a dieci anni per omicidio preterintenzionale.
Guardai Snake. «Chi conosciamo alla Red Onion State Prison? Voglio occhi addosso a quel bastardo, sempre.»
Lui annuì e disse: «Mi metto a cercare. Non ne conosciamo tanti rimasti in Virginia… ma potremmo conoscere uno che conosce uno.»
Dissi: «Non mi interessa chi… voglio solo qualcuno che ci tenga aggiornati sui movimenti di quello. Voglio sapere se qualcuno lo va a trovare… chi chiama… tutto! Fino a sapere se scoreggia o no.»
Snake ridacchiò. «Qualcuno ti è entrato sotto pelle, Prez?»
Io dissi: «No. Non lo so. Forse. So solo che ammiro la sua forza. Ama quel ragazzino con una ferocia incredibile. Si batte sempre per ciò che è giusto. E poi… scava nel torbido su chiunque percepisca come una minaccia. Siamo simili in un sacco di cose. Non so come dovrei sentirmi a riguardo. Mi sta mandando fuori di testa.»
