Capitolo 146

Il segnale di Gael fu un fischio breve.

Due note. Secche. Come il verso di un uccello notturno che in Connecticut non esisteva — ma che, nella sua agenda privata, da trent’anni veniva riconosciuto come l’ordine di muoversi.

Tutto si svolse nei novanta secondi esatti che Alejandro aveva calcolato.

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