Capitolo tre

Proprio mentre passavo davanti al bagno, la porta si aprì.

Mi bloccai di colpo, investita da un’ondata di aria calda e umida che usciva dalla piccola stanza. La prima cosa che notai fu il profumo maschile che riempì l’aria mentre il vapore si riversava fuori dal bagno e mi avvolgeva. Un istante dopo, i miei occhi si posarono su un uomo che stava uscendo.

La prima cosa che mi colpì fu la sua altezza. Superava di slancio il metro e ottanta, con spalle larghe e una vita affusolata. Era a torso nudo, con un paio di pantaloni da tuta grigio scuro che gli pendevano bassi sui fianchi, lasciando in mostra un petto e degli addominali scolpiti. La sua pelle era dorata, come se avesse passato tutta l’estate al sole, e le braccia erano tatuate con disegni intricati. I muscoli si flettevano sotto la pelle inchiostrata mentre si strofinava la testa con un asciugamano.

Rimasi a bocca aperta quando lasciò cadere l’asciugamano, rivelando capelli biondo cenere, una mascella affilata, un naso dritto e degli occhi tra il blu e il verde che mi fecero fermare il cuore nell'istante in cui si posarono su di me. Quelle iridi, un misto di ceruleo e verde bosco, erano ipnotiche. Non avevo mai visto occhi di quel colore prima d’ora, e mi fecero pensare a un mare in tempesta che si infrange contro scogliere ricoperte di foreste.

Per un attimo rimasi sbalordita da ciò che avevo davanti. Non è che non avessi mai visto un bel ragazzo, ma non ne avevo mai visto uno seminudo in casa mia. La pelle del petto e delle costole si muoveva a ogni suo respiro, mentre le ciocche bagnate brillavano nella luce fioca del corridoio, luccicando come grano maturo nella brezza di una calda estate. I tatuaggi, dettagliati e fioriti di rosa, blu, bianco e nero, sembravano qualcosa di complesso e misterioso. Non riuscivo a coglierne tutti i particolari, ma mi sembrava che i miei occhi inseguissero una storia splendidamente illustrata dopo l’altra.

L’incantesimo lanciato su di me dai suoi occhi e dalla sua presenza svanì in un secondo e il cuore mi balzò in gola.

«Come sei entrato in casa mia?!» urlai, in un breve impeto di coraggio.

«Ehi, calma!» L’uomo alzò i palmi delle mani, come per mostrarmi che non aveva cattive intenzioni. «Mi sono appena trasferito. Sono Aiden. Il mio amico Liam ha detto che potevo stare qui. Tu sei Ellie, giusto?»

Aiden.

La mia mente tornò di colpo a un ricordo della sera prima, quando Liam mi aveva detto che un suo amico si sarebbe fermato da noi per un po’. Sentii la fronte aggrottarsi per la confusione, mentre i miei occhi scattavano di nuovo verso l'intruso biondo.

«Liam aveva detto che non saresti arrivato prima della prossima settimana.»

Suonava come un’accusa, e forse lo era.

«Già, be', i miei piani sono cambiati e tuo fratello ha detto che andava bene se mi trasferivo oggi. Ha detto che ti avrebbe chiamata per avvisarti.» Aiden fece spallucce, lasciandosi cadere l’asciugamano su una spalla e incrociando le braccia sul petto. «Immagino non l’abbia fatto, vero?»

«No» sospirai, muovendomi a disagio. «Probabilmente l’ha fatto, solo che oggi ho dimenticato il telefono.»

«Un’adolescente che dimentica il telefono? Pensavo fosse una cosa impossibile.» Fece un sorrisetto, mentre le labbra rosee si piegavano in un’espressione divertita.

Non potei fare a meno di aggrottare le sopracciglia, infastidita da quel commento condiscendente, ma non risposi. Forse stavo ancora cercando di riprendermi dallo spavento di aver trovato qualcuno in casa mia, o forse era perché quel qualcuno sembrava un modello e mi stava guardando dritto negli occhi.

«Uh, certo, be’… benvenuto» balbettai, sentendomi mortificata per la mia goffaggine. «È meglio che vada ad avvisare mio fratello che sei qui.»

«Certo.» Aiden annuì. «Ed è stato un piacere conoscerti finalmente, Ellie.»

Deglutii a fatica mentre il mio nome scivolava dalle sue labbra per la seconda volta. Lo guardai dirigersi lungo il corridoio verso la camera degli ospiti, lasciandomi lì in piedi, da sola e sbalordita, con la mente che ronzava come uno sciame d’api. Era già abbastanza imbarazzante che un ragazzo vivesse qui con me, ma un ragazzo così incredibilmente bello? Sentivo letteralmente che sarei morta per l’imbarazzo.

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