Capitolo 5
Punto di vista di Katia
Sono passati due anni da quando sono arrivata qui come nuova Luna del branco Blood Meadow. L’Alpha Thomas è deciso: o mi prende come compagna, o mi uccide. Da due anni gli resisto con l’aiuto del mio beta e del mio gamma. Dico “mio” beta e “mio” gamma perché, quando siamo arrivati e io mi sono rifiutata di obbedire al mio nuovo Alpha, sono cominciate le botte. Dopo la prima volta, quando hanno dovuto aiutarmi a rimettermi insieme, mi hanno giurato fedeltà. Abbiamo creato il nostro piccolo branco in tre.
La mia vita qui non è molto diversa dai primi dieci anni con i miei genitori. Vengo picchiata, affamata e costretta a lavorare come punizione per qualsiasi “mancanza” l’Alpha decida che io abbia commesso.
Alpha Thomas ha un caratteraccio tremendo e non lo sa controllare. Un giorno mi ucciderà, e io accoglierò la dolce morte. Mark e Kelp continuano a dirmi di resistere, che troveranno un modo per portarmi via prima che riesca a farlo. Dovrà uccidermi, perché io non sarò mai la sua compagna.
Avrei dovuto capirlo: i miei genitori non mi avrebbero mai amata. E quando, il giorno del mio decimo compleanno, ho realizzato che mi avevano venduta, ho finalmente capito che non avevo nessuno a cui importasse di me. Eppure, per quanto cerchi di non farlo, continuo a sperare di trovare il mio compagno predestinato: che mi salvi, mi ami e mi aiuti a guarire.
Ma per ora ho i miei Fishy e X. Così li chiamo quando mi irritano. Quando Mark mi ha presentato Kelp per la prima volta, ho trovato il suo nome esilarante. Alla fine mi ha raccontato che, una delle volte in cui si prendeva cura di me dopo una bastonatura, sua madre gli aveva spiegato che lei e suo padre avevano dato ai figli nomi ispirati alle cose che le piacevano e alle voglie avute in gravidanza. Ho pensato che scherzasse, finché non ho conosciuto i suoi fratelli Poach, Dragon, Siberian e sua sorella Cherry.
Il branco, in realtà, è un ottimo branco di mutaforma. Mi accettano completamente e cercano di aiutarmi, così che l’Alpha non se la prenda con me. Quello che non capiscono è che Alpha Thomas è sempre arrabbiato, perché io non mi sottometto a lui. Non è lui quello predestinato a me e, oltre a questo, mi fa venire la pelle d’oca.
Da quando siamo arrivati qui, mi ha costretta a guardare ciò che gli piace fare alle donne e alle ragazze giovani. Non è altro che stupro: quello che le obbliga a fare e quello che fa loro. Non gli importa se le rovina per tutta la vita. La resistenza che oppongono e la paura lo eccitano.
Io mi rifiuto di mostrargli o di dargli qualsiasi cosa. Mi rifiuto di parlargli o di guardarlo come se lo vedessi. Questo lo fa infuriare al punto che perde il controllo. Mi ha preso a pugni, a calci, mi ha accoltellata, tagliata e frustata quasi a morte già diverse volte. Sono coperta di cicatrici dalla testa ai piedi perché non ho il mio lupo ad aiutarmi a guarire. Eppure sono orgogliosa: il mio spirito non si è spezzato.
«Luna, l’Alpha sta arrivando. È tornato dal viaggio.» Mark mi parla attraverso il legame mentale. Prego la dea che sia stanco e vada soltanto a dormire. Ho solo dodici anni, ma il mio ciclo lunare è iniziato mentre lui era via, questa volta. Se mi si avvicina, lo sentirà.
Nessuna fortuna.
È dietro di me e mi avvolge con le braccia. «Allora, mia piccola Katia, finalmente sei una donna.» Mi immobilizzo, a malapena respiro. «Ora posso prenderti come compagna e marchiarti. In poco tempo porterai in grembo il mio erede.»
Mi gira di scatto, costringendomi a fronteggiarlo. «Piccolo Fantasma, guardami!» Io continuo a fissare, guardando attraverso di lui, non lui. «Katia, hai sentito quello che ho detto? Rispondimi!» Mi inchioda al muro stringendomi per la gola. «Mi risponderai, oppure ti porto fuori, ti lego al palo delle frustate e uso su di te il mio nuovo giocattolo.» Non dico nulla.
Thomas mi trascina attraverso la casa del branco e fuori, fino al palo delle frustate. Mi lega e mi spoglia. Rimango lì, in mezzo al campo d’addestramento, ad aspettare che cominci. I lupi che si stavano allenando e quasi tutti gli altri si radunano intorno, sconvolti.
«Oh, dea… che cosa crede di fare? Come può trattarla così e aspettarsi ancora che lei diventi la sua compagna?» sento chiedere qualcuno tra la folla.
All’improvviso sento il sibilo e lo schiocco della frusta, e un dolore più atroce di qualsiasi altro mi squarcia il corpo. Dietro di me risuona la sua risata inquietante. «Dimmi, mio piccolo fantasma, ti è piaciuto? Il mio nuovo giocattolo ha dei coltellini minuscoli sulla punta.»
Io non dico niente mentre mi colpisce ancora e ancora. Ogni colpo strappa brandelli di pelle e carne ovunque mi raggiunga.
Quando sono ridotta a un ammasso sanguinante e ho urlato e urlato nella mia testa, getta la frusta da una parte. Fisso il mio povero gamma, che sente tutto ciò che sente la sua Luna. Le lacrime gli rigano il viso mentre guarda il suo Alpha avvicinarsi alle mie spalle, tirarsi fuori il cazzo duro e premerlo tra le mie gambe.
Capisco che sta per stuprarmi davanti a tutto il branco. Il dolore che ho addosso è insopportabile e il suo tocco, mentre cerca di spingermi il cazzo dentro la fica, mi fa sentire… strana. E mentre tengo lo sguardo di Kelp per non urlare ad alta voce, il mio lupo avanza e impone la mia prima trasformazione.
