Alla ricerca della sua compagna senza odore

Alla ricerca della sua compagna senza odore

Syliva.D · In corso · 471.3k Parole

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Introduzione

Caroline fu rifiutata dal compagno con cui stava da quattro anni perché era priva di odore. Un difetto che nessun licantropo avrebbe mai potuto accettare. Il suo compagno preferì chiedere la mano di sua cugina.
Quella notte, col cuore a pezzi e profondamente umiliata, si lasciò trascinare dalla sua migliore amica a un ballo in maschera.
Lì si concesse a un Alpha mascherato, un uomo misterioso e di una bellezza devastante.
Non si scambiarono i nomi. Solo una notte di passione sfrenata, fatta di baci impetuosi e carezze rudi. La bloccò contro la parete, premendo il proprio corpo possente contro quello di lei, che gemeva sotto la sua bocca affamata.
Quella che credeva sarebbe stata solo una dolce avventura di una notte si trasformò in una gravidanza inaspettata.
Tre anni dopo, Caroline si è ricostruita una vita in un nuovo branco, nascondendo il proprio passato e crescendo suo figlio.
Ma il suo nuovo capo, l'Alpha Draven, è spietato, autoritario e pericolosamente attraente...
Soprattutto per quegli occhi viola, gli stessi che lei ritrova ogni giorno nello sguardo di suo figlio.
L'Alpha Draven la tormenta sul lavoro, eppure lei lo sfida in ogni occasione.
Lui ignora che lei sia la donna che cerca da quella notte fatidica.
Mentre è ancora a caccia della sua vera compagna,
non ha la minima idea che lei si trovi già nel suo ufficio... e che stia crescendo il suo erede.

Capitolo 1

Il punto di vista di Caroline

Mi fermai davanti allo specchio, sistemandomi l'abito per l'ultima volta. Il vestito color champagne mi fasciava perfettamente le curve, e i capelli erano raccolti in un'acconciatura elegante che metteva in risalto la linea delicata del collo.

Marcus aveva detto che quella sera, al raduno del branco, avrebbe annunciato qualcosa di importante.

Quattro anni. Stavamo insieme fin dai tempi del liceo. Anche se ero una lupa priva di odore, a Marcus non era mai sembrato importare. Mi ripeteva sempre che la mia gentilezza e il mio cuore contavano molto più di qualsiasi odore.

«Sei stupenda, Carrie» disse alle mie spalle Eleanor, la mia migliore amica nonché figlia del nostro Alpha.

«Marcus ti aspetta già nel Salone del Branco. Ci sono tutti.» Si avvicinò per sistemarmi l'orlo del vestito. «Come tua migliore amica, devo assolutamente farti da damigella d'onore.»

«Non potrebbe essere nessun'altra!» risposi con un sorriso.

Feci un respiro profondo per placare il nervosismo e la speranza che mi palpitavano dentro.

Dopo quella sera, sarei diventata ufficialmente la compagna di Marcus. Avremmo completato il rituale di unione e pronunciato il nostro voto eterno.

Il Salone del Branco risplendeva di luce. Erano riuniti lì tutti i membri del branco: i miei genitori, i miei cugini e gli anziani.

Sorrisi facendomi largo tra la folla, con gli occhi in cerca di Marcus.

All'improvviso, quel mare di persone si aprì.

Ed ecco Marcus, inginocchiato al centro della sala.

Il cuore mi perse un battito... ma un istante dopo si gelò.

Perché in piedi di fronte a lui... c'era mia cugina, Selina.

«Mia dolcissima Selina» disse Marcus a bassa voce, con gli occhi carichi di emozione, «vuoi essere la mia compagna? Accetti questo anello come simbolo di lealtà tra lupi, per legarti a me per l'eternità?»

Il tempo sembrò fermarsi mentre guardavo lo scintillante anello di diamanti che avevo sognato di indossare scivolare, invece, al dito di Selina.

Intorno a noi esplosero applausi e grida di gioia, ma io mi sentii come se qualcuno mi avesse rovesciato in testa una secchiata di acqua gelata.

«Marcus...» mormorai con un nodo alla gola. «Marcus, noi siamo compagni. Stiamo insieme da quattro anni.»

Sulla sala calò un silenzio sbigottito.

Marcus si alzò in piedi, e Selina gli si strinse al braccio con aria orgogliosa.

«Compagni?» rise Selina, beffarda. «Carrie, non avete mai completato il rituale di unione. E secondo la legge del branco, un legame privo di marchio può ancora essere rifiutato.»

Poi Marcus mi guardò, finalmente. I suoi occhi erano più freddi di quanto li avessi mai visti.

«Mi dispiace, Caroline» disse. «Ma Selina è più adatta a me. Lei non ha i tuoi... problemi. Ci sposeremo la settimana prossima.»

E poi, davanti all'intero branco, pronunciò le parole che mi distrussero: «Io, Marcus Larson, rifiuto te, Caroline Bennett, come mia compagna.»

Nell'istante in cui quelle parole gli uscirono dalle labbra, il dolore mi esplose nel petto, come una lama affondata dritta nel cuore.

Annaspai in cerca d'aria, indietreggiando a fatica mentre uno spasimo lancinante mi squarciava le viscere. Rory ululò dentro di me: un suono di strazio, di perdita intollerabile.

Non era un dolore solo emotivo. Era fisico. Ogni nervo del mio corpo urlò nel momento in cui il legame si spezzò.

Le ginocchia mi cedettero. Riuscii a malapena a restare in piedi.

Un mormorio riempì la sala.

«È priva di odore. Non c'è da stupirsi...»

«Povera ragazza... non ha mai avuto speranze.»

Non riuscivo a respirare. La vista mi si annebbiò.

Ma non sarei crollata. Non davanti a loro. Non davanti a lui.

Mi voltai e scappai via, con il cuore in gola, il respiro mozzo e Rory che si dimenava dentro di me, in agonia.

Sentii la voce di mia madre chiamarmi, ma non riuscivo a fermarmi.

Dovevo fuggire, prima che il dolore mi sommergesse del tutto.

Dopo che Marcus mi ebbe rifiutata in quel modo, mi sentii come se avessi perso l'anima. Ogni giorno, dopo il lavoro, piangevo fino ad addormentarmi. Persino a lezione, le lacrime spuntavano senza preavviso. Quattro anni d'amore, gettati via da lui con tanta facilità.

Un pomeriggio, tornata a casa dal lavoro, trovai una busta rosa pallido sul tavolo della cucina: la partecipazione di nozze di Selina e Marcus.

Mi si strinse il cuore. «L'hanno mandata davvero?» chiesi.

«È la cosa giusta da fare. Tuo padre e io pensiamo che dovresti andarci» disse mia madre con dolcezza.

«Non andrò mai al matrimonio di quella stronza!» gridai.

«Caroline Bennett, bada a come parli!» ringhiò mio padre.

«Ho detto che non ci vado» ripetei.

«Basta, Caroline. Smettila di fare la bambina» sbottò mia madre. «Povera Selina. È stato Marcus a corteggiarla. Tutto il branco sa già che lui ti ha tradita. La gente le dà già della sfasciafamiglie, dicono che ha rubato il compagno alla cugina.»

«Oh, mamma, perché è esattamente quello che è! Non fare finta che sia lei la vittima.»

Persi la pazienza. «Tutto il branco sa che Selina non è altro che una puttana.»

«Non essere così volgare» mi interruppe mio padre. «Dopo che te ne sei andata infuriata, quel giorno, Eleanor ha schiaffeggiato sia Marcus che Selina davanti a tutto il branco. Ne è nata una scenata pubblica.»

«Selina fa parte della famiglia del branco» continuò mia madre. «È la figlia di mia sorella. Tua cugina. E tu andrai al suo matrimonio.»

«Per me non è nessuno!» sbottai. «Non ci vado!»

Rory guaii nella mia mente. Non possono costringerci ad andarci sul serio... vero?

L'aura da Beta di mio padre si abbatté su di me. «Questo è un ordine. Siamo i tuoi genitori e tu ci obbedirai.»

«Mi dispiace, papà, ma non lo farò» dissi a denti stretti. «Ho sempre rispettato le vostre regole. Mi sono allenata, ho lavorato sodo, vi ho resi orgogliosi. Ma questo? Non ce la faccio. Mi hanno umiliata. E adesso volete che sorrida e applauda mentre li festeggiano? Mi state rendendo lo zimbello dell'intero branco!»

«Basta!» ruggì mio padre. Sia io che Rory sussultammo. «Andrai a quel matrimonio. Fine della discussione.»

«Ma papà...»

«Non un'altra parola! L'unità del branco viene prima di tutto. Ci andrai. Punto.»

Piansi fino ad addormentarmi. Il giorno seguente, contattai Eleanor tramite il legame mentale e lei mi disse: «Venerdì prossimo ci sarà la cena di gala dell'Alpha, seguita dal Ballo in Maschera al Chiaro di Luna. Puoi venire lì, invece di andare al matrimonio di tua cugina. È l'evento più importante dell'anno per il Branco Blood Moon. Ci saranno tutti i principali imprenditori e gli eredi dei licantropi. Il nostro professore si è persino offerto di presentarci a qualcuno. È un'occasione perfetta per la tua carriera.»

Esitai. «I miei non me lo permetteranno mai.»

«Lascia fare a me» rispose Eleanor, sicura di sé. «Penserò io a tutto. Tu devi solo venire con me.»

Il solo pensiero di starmene lì a guardare le due persone che mi avevano tradita in piedi all'altare a promettersi amore eterno, mentre io avrei dovuto sorridere e dare loro la mia benedizione?

Sarei morta, piuttosto che andare al loro matrimonio.

«Vengo con te» dissi a Eleanor.

Arrivato venerdì, eravamo a casa sua a prepararci per il ballo.

«Wow! Sei uno schianto!» Eleanor mi porse una maschera bianco-argento, decorata con un pizzo delicato. La indossai.

L'abito color lavanda, che mi lasciava scoperte le spalle, fasciava la mia figura, e la maschera si abbinava alla perfezione.

«Pronta?» chiese con un gran sorriso.

Esitai. «Sì, ma Elle, lo sai che non ho un odore mio. E se qualcuno se ne accorgesse?»

«Non preoccuparti» disse, porgendomi una minuscola boccetta di vetro. «È un profumo speciale. Riproduce l'odore di un lupo. Non se ne accorgerà nessuno.»

Presi la boccetta, ancora insicura. «Sei certa che funzioni?»

«Fidati di me, Caroline. Questa sera è la tua grande occasione. Chissà, magari incontrerai il tuo compagno predestinato.» Mi fece l'occhiolino.

Mi spruzzai il profumo sul collo e feci un respiro profondo. «D'accordo. Andiamo.»

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