Il vendicativo compagno di Alpha Cameron

Dopo aver ripreso forma umana e avermi rimessa i vestiti, rientro in camera per fare una doccia. È stata una bella corsa, e passare un po' di tempo nel prato per l'ultima volta prima di andarmene mi ha fatto bene. Non rivedrò mai più quel posto, ma almeno mi resteranno i ricordi a rendermi felice. Apro l'acqua, mi spoglio ed entro sotto il getto, lasciando che mi rilassi i muscoli prima di insaponarmi il corpo e lavare i lunghi capelli neri. Prima ancora di aprire la porta del bagno, percepisco la presenza di qualcuno in camera, e un ringhio basso mi sale in gola. "Che diavolo vuole adesso?" mi chiedo, identificando l'intrusa nella Luna Stephanie.

Con un sospiro, mi avvolgo un asciugamano attorno al corpo e un altro sui capelli, poi apro la porta e faccio un passo nella stanza. Ignorandola, vado verso l'armadio, tiro fuori una canottiera nera e dei pantaloni e me li infilo sopra l'intimo. Infine, metto i calzini e un paio di anfibi neri. "Ti prego, cerca di mantenere la calma una volta tornate di là. L'ultima cosa che ci serve è rimanere bloccate qui," dico alla mia lupa, mentalmente.

"Perché non possiamo semplicemente ucciderla e andarcene?" borbotta lei.

Rido del suo tono imbronciato. "Perché metteremmo in allarme tutti quanti non appena sentiranno spezzarsi il legame con lei, e fuggire diventerebbe molto più difficile. È l'unico motivo per cui Amelia respira ancora," le rispondo.

Lei emette un ringhio basso nella mia mente, poi mormora: "D'accordo, ma se passa il limite prendo io il controllo. Non permetterò più che ci facciano del male." Detto questo, si ritira in un angolo della mia mente. Sospiro di nuovo e mi volto verso la stanza.

Non appena finisco di vestirmi, percepisco il suo movimento: prima ancora che la sua mano mi colpisca in pieno viso, scarto verso sinistra, e lo slancio la fa sbilanciare in avanti. Riesce a ritrovare l'equilibrio, poi si volta a fulminarmi con lo sguardo. "Come osi spostarti mentre cerco di rimetterti in riga?!" mi urla contro.

"Vuoi dire che sarei dovuta rimanere ferma a farmi picchiare? Persino un animale sa che deve spostarsi quando viene attaccato. Ringrazia il cielo che i miei istinti sono superiori e non ti ho colpito a mia volta. Si chiama reazione di attacco o fuga. Riteniti fortunata che ho scelto la fuga, ma non andrà sempre a finire così," le rispondo con un sorrisetto beffardo.

"Brutta stronza ingrata e irrispettosa! Come osi rivolgerti in questo modo alla tua Luna? Ti farò frustare a sangue per questa insolenza."

Alzo gli occhi al cielo. "Oh, io sarei l'ingrata e l'irrispettosa? E tu, allora? In quanto Luna, il tuo compito dovrebbe essere quello di proteggere il branco, di amarlo e di prendertene cura. Invece, nei miei confronti non hai mostrato altro che odio e pura cattiveria. Non sei mai stata la mia Luna, e vorrei tanto che i miei genitori avessero lasciato che quei randagi uccidessero te e il tuo compagno, invece di sacrificare le loro vite per voi. A me sembra che siate tu e la tua famiglia i veri ingrati, proprio come il resto di questo branco schifoso!" le urlo di rimando.

"Io sono la tua Luna e tu mi porterai rispetto!" sbotta lei.

"Tu non sei la mia Luna. Il rispetto si guadagna, non viene regalato a chiunque. Solo perché occupi una posizione di potere, non significa che tu abbia automaticamente diritto al rispetto. Devi guadagnartelo, esattamente come tutti noi."

"E chi mai dovrebbe rispettare te? Tu non sei nessuno," ride lei. Io mi limito a farle un sorrisetto.

"Beh, gli uomini di questo branco rispettano me molto più di tua figlia. Voglio dire, se dovessi guadagnarmi il loro rispetto nel modo in cui fa lei, probabilmente finirei in infermeria tutti i giorni. Anche se ho sentito dire che ci sa fare parecchio, quando sta con la schiena sul materasso. Magari, se lo fai presente agli Alfa, qualcuno deciderà di togliertela di torno. D'altronde, essere una puttana non è esattamente la qualità che un Alfa cerca in una Luna." Le sorrido apertamente.

"Brutta..." fa per dire, ma in quel momento il suo compagno entra nella mia stanza.

"Che cosa sta succedendo qui?" domanda, spostando lo sguardo dalla sua compagna a me.

"Non guardare me, non sarò certo io a dirtelo. Tanto non crederesti a una sola parola di quello che dico," gli rispondo, incrociando le braccia al petto. Noto i suoi occhi seguire il movimento, prima di distogliere rapidamente lo sguardo. Sporco pervertito.

"Stephanie, che succede? Perché vi state urlando contro? Abbiamo degli ospiti, te ne sei forse dimenticata? Non ti stai comportando come si addice a una Luna, e non possiamo permetterci di inimicarci nessuno di questi Alfa. Sto cercando perlomeno di stringere un'alleanza con alcuni di loro, anche se non dovessero scegliere nostra figlia come compagna."

"Mi stava mancando di rispetto, come al solito. Questa piccola stronza ha persino detto che avrebbe preferito che fossimo morti noi al posto dei suoi genitori. Era il loro dovere morire per il loro Alfa e la loro Luna. Sapevano benissimo quale fosse il loro compito in quanto coppia di Beta, ed è esattamente ciò che hanno fatto."

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