
La compagna vendicativa di Alpha Cameron
Nina Cabrera · In corso · 77.6k Parole
Introduzione
L'Alfa Cameron è il più forte in America e il più temuto, ma nasconde un segreto. Proprio per questo motivo non vuole una compagna, e ha deciso di sceglierne una affinché diventi la sua Luna solo di facciata. Sua madre, sua sorella e il suo Beta lo esortano costantemente a riconsiderare la decisione, poiché la donna che ha scelto è un vero incubo. Sono convinti che dovrebbe aspettare la compagna a lui destinata, ma le loro suppliche cadono nel vuoto. Cosa succederà quando farà visita al branco Alba Rossa per la festa della maggiore età della figlia dell'Alfa, e troverà la sua compagna destinata mentre viene picchiata? La salverà o la rifiuterà?
Capitolo 1
«Credi davvero che una nullità come te possa mai diventare qualcuno in questo branco?» disse la figlia dell'Alfa.
Tenni la bocca chiusa e la testa china per evitare che la rabbia mi spingesse a fare qualcosa di avventato. Lei e le sue scagnozze mi avevano già assalita non appena ero uscita dalla mia stanza e avevo lasciato la casa del branco. Mi avevano assegnato una camera, ma non avevo diritto a molte comodità. Per esempio, non ricevevo mai vestiti costosi come tutti gli altri, anche se i miei genitori mi avevano lasciato una fortuna alla loro morte. Non che avessi bisogno o desiderio di abiti di lusso, ma dei vestiti nuovi sarebbero stati graditi. Invece, mi rifilavano gli scarti delle altre ragazze del branco, roba di cui si erano stancate o che non andava più bene a loro. Sono dimagrita talmente tanto che, se soffiasse un vento abbastanza forte, credo che volerei via.
«Pensi di essere più bella di me, vero? Credevi che non avrei scoperto che hai cercato di sedurre il mio ragazzo per farlo diventare il tuo compagno? Devo ammettere che siete stati bravi a tenermelo nascosto per tutto questo tempo. Mi ha assicurato che ti avrebbe rifiutata, ed è l'unico motivo per cui non ti ho fatto niente fino ad ora. Ma visto che l'ha fatto, non devo più preoccuparmi di ferire lui mentre faccio del male a te» disse, prima di sferrarmi un calcio nello stomaco così forte da farmi sputare sangue.
Vi chiederete perché non mi difendo. Beh, non è che non sia in grado di metterle tutte al tappeto, ma se lo facessi prima di compiere diciotto anni ci sarebbero delle conseguenze, dato che lei è l'unica figlia dell'Alfa e della Luna ed è destinata a diventare la prossima leader.
Sapete, la mia vita non è sempre stata così. Mia madre e mio padre erano la coppia Beta di questo stupido branco, prima di rimanere uccisi in un attacco di rinnegati quando avevo solo dodici anni, per proteggere quell'idiota dell'Alfa e la sua altrettanto idiota Luna. Da quando non ci sono più, la mia vita è cambiata drasticamente. All'inizio le cose andavano bene. L'Alfa e la Luna mi accolsero, come è giusto che facciano i leader del branco, e per un paio d'anni si presero cura di me. Poi, per qualche motivo, il giorno del mio sedicesimo compleanno tutto cambiò. Dissero che era ora che iniziassi a fare la mia parte e, in pratica, mi ridussero a qualcosa di persino inferiore a un omega. Mi costringevano a pulire l'intera casa del branco da sola, accollandomi più mansioni del dovuto, e quando protestavo e mi rifiutavo di fare tutto il lavoro senza aiuto, mi rinchiudevano nelle segrete per giorni senza cibo né acqua.
Non piacevo alla Luna perché, a sedici anni, cominciavo a farmi notare dai ragazzi e da alcuni uomini del branco. Feriva il suo ego sentire che tutti mi consideravano più bella della sua preziosa figlia, Amelia. Da bambine io e Amelia giocavamo insieme, ma dopo che i suoi genitori avevano iniziato a trattarmi malissimo, lei aveva fatto lo stesso. All'inizio soffrii per aver perso la mia amica, ma dopo un po' me ne feci una ragione e andai avanti. Non appena compirò diciotto anni me ne andrò da qui, e se il mio compagno fa parte di questo branco, potrà venire con me.
Il mio piano è tornare nel branco di mia madre. Sapevo già che mi avrebbero accettata: quando l'avvocato era venuto a leggermi il testamento, mi aveva spiegato che non avevo parenti lì, ma che mia madre aveva già parlato con l'Alfa di quel branco, il quale si era detto felice di accogliermi una volta raggiunta la maggiore età. Odio il fatto che non abbia potuto prendermi con sé prima di allora, ma le leggi impongono che io sia maggiorenne per poter dichiarare di voler lasciare il mio branco attuale. Se non fosse stato per quella regola, avrei sicuramente scelto di andarmene anni fa.
L'Alpha mi odia per una ragione completamente diversa. In realtà, mi odia per più di un motivo. Tanto per cominciare, non sopporta il fatto che a lui e alla sua compagna non sia stato permesso di entrare nella stanza insonorizzata con me durante la lettura del testamento. Ha provato a sostenere che, essendo diventati i miei tutori legali, avevano il diritto di assistere, nel caso l'avvocato avesse tentato di imbrogliarmi vista la mia giovane età. Era solo un mucchio di stronzate, e l'avvocato me lo confermò quando restammo soli nella stanza insieme a un tutore per minori. Mi spiegarono che i miei genitori non si fidavano di nessuno: temevano che qualcuno potesse approfittarsi di me se fossero morti prima che raggiungessi l'età per riscuotere l'eredità. Un'eredità a cui avrò accesso tra poche ore. A mezzanotte compirò diciotto anni, tutti i fondi verranno trasferiti a mio nome e potrò finalmente andarmene da questo buco infernale.
Il secondo motivo per cui mi odia è che sa benissimo che i miei genitori erano più ricchi di lui, e sperava di usare la tutela per mettere le mani sui miei soldi. Sono felice che non possa toccare un centesimo, perché quel denaro mi servirà quando me ne andrò da qui. Se fosse riuscito a metterci le mani sopra, a quest'ora sarei sicuramente sul lastrico.
Il terzo e ultimo motivo, però, è quello che mi mette sempre nei guai. Vedi, i miei genitori ricoprivano il ruolo di Beta in questo branco, ma erano — o forse dovrei dire erano stati — entrambi Alpha purosangue, il che fa di me una mutaforma di una razza decisamente rara. Anni fa, mio padre ha rinunciato a guidare un branco per cedere il posto a mio zio. Lui aveva un figlio, a cui in seguito è passato il comando, ma a un certo punto un altro Alpha ha preso il potere dopo averlo ucciso in una sfida per il titolo. Quando ho saputo la notizia, ho pianto per una settimana. Era il mio cugino preferito, e so che se avesse scoperto cosa mi stava succedendo qui, mi avrebbe portata via.
Comunque, tornando al perché mi odia. Essere una femmina e un'Alpha purosangue mi rende molto preziosa. E, soprattutto, gli impedisce di usare il suo tono da Alpha su di me. O meglio, può anche usarlo, ma su me non ha alcun effetto. La prima volta che ci ha provato, non mi ero nemmeno resa conto di stargli tenendo testa. Ovviamente, essendo un Alpha, il suo ego e il suo orgoglio sono rimasti feriti dal fatto che una ragazzina di sedici anni fosse riuscita a ribellarsi ai suoi ordini. Persino la sua compagna e sua figlia erano costrette a obbedire quando usava la voce da Alpha, ma io no.
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