Il vendicativo compagno di Alpha Cameron
«Sì, perché voi due eravate troppo deboli per badare a voi stessi. So benissimo di come l'Alfa si sia rannicchiato in un angolo mentre mio padre combatteva da solo contro quattro rinnegati. So come avete pianto e supplicato che non vi facessero del male mentre mia madre ne affrontava due o tre da sola, senza alcun aiuto da parte vostra. Sono morti per niente. Il minimo che avreste potuto fare era assicurarvi che la loro figlia non si sentisse mai sola o indesiderata, e invece non mi avete riservato altro che odio e dolore, e avete persino avuto la faccia tosta di provare a rubare la mia eredità. Lasciate che vi dica una cosa. In un modo o nell'altro, viva o morta, mi vendicherò di tutti voi per quello che mi avete fatto. Segnatevi queste parole.» Lo dico prima di farmi largo tra loro e uscire dalla mia stanza.
La presenza degli altri Alfa qui mi ha dato il coraggio di farlo, perché so che non mi seguiranno per fare una scenata. Una volta al piano di sotto, mi dirigo in cucina e prendo qualcosa da mangiare prima di andare in giardino per godermi il pasto in pace. Avrei dovuto immaginare che oggi non avrei trovato alcuna pace.
«Guarda un po', se non è la poco di buono che ha cercato di rubarmi il ragazzo» dice Amelia.
«Amelia, oggi non è il giorno giusto per provocarmi» le dico con voce gelida, ma lei ignora il mio avvertimento.
«Oh, oggi ti sei svegliata con un po' di spina dorsale. Vuoi che te la strappi via, così capisci con chi hai a che fare?» ribatte.
«Hai davvero un'opinione troppo alta di te stessa. Un giorno o l'altro qualcuno ti rimetterà al tuo posto» le dico con un sorrisetto di scherno. Avrebbe davvero dovuto dare retta al mio avvertimento. Sento la mia lupa che comincia ad agitarsi, pronta allo scontro, e il mio sorrisetto si allarga in un vero e proprio sorriso.
Il punto di vista dell'Alfa Cameron
«Mi ricordi perché devo partecipare alla festa di questa ragazzina viziata?» chiedo al mio amico e Beta.
«Perché sei un Alfa e si suppone che tu presenzi a questi eventi per questioni politiche. So che non ti va di andarci, quindi non saremo costretti a restare per l'intero fine settimana. Ci faremo vedere sabato e ce ne andremo domenica mattina presto, invece di arrivare venerdì insieme agli altri Alfa» risponde.
«Non vedo perché non possa andarci tu al posto mio. Ho faccende ben più importanti di cui occuparmi qui» borbotto.
«Sappiamo entrambi che non hai nulla di urgente per le mani al momento. E poi, potresti persino trovare la tua compagna alla festa.»
«Dimmi che non è questa la vera ragione per cui vuoi che ci vada. Ti ho ripetuto un'infinità di volte che non voglio e non ho bisogno di una compagna. Non esiste donna al mondo in grado di combattere al mio fianco in battaglia, o di gestire un branco grande quanto il mio. Tu e io ce la caviamo benissimo a mandare avanti le cose senza una Luna. Perché cambiare proprio adesso?»
«Sì, le cose vanno bene, e il branco ti ama e ti rispetta, ma abbiamo bisogno di una Luna. Una Luna non rafforza solo te, ma l'intero branco. Non ci manca certo la forza fisica, ma qui si sente l'assenza del ruolo protettivo e amorevole di una Luna», mi disse.
«Mi sono rassegnato all'idea di non avere una compagna e non ne cerco una, ma se proprio devo avere una Luna, nominerò Cassandra. Sta con me da due anni, il branco la conosce e la apprezza. Non ha senso portare qui un'estranea che ignora le nostre tradizioni e che finirebbe per fare la rammollita a causa del legame tra compagni. Inoltre, Cassandra è un'ottima combattente, essendo figlia di due Gamma». Scoppiò a ridere e io lo guardai confuso.
«Il branco la conosce, eccome. Tutti sanno bene che è andata a letto con quasi tutti i maschi disponibili che è riuscita a trovare. Le donne la detestano e qui nessuno la sopporta o la rispetta. Stavamo tutti solo aspettando di capire quando ti saresti deciso a chiudere con lei». Alzai lo sguardo dai documenti che stavo firmando, sbalordito.
«Non sapevo che la odiassero. Nessuno mi ha mai detto nulla al riguardo», gli dissi.
«E perché avrebbero dovuto? Lei va in giro a dire a tutti che la farai diventare la tua Luna. Inoltre, nessuno andrebbe mai a dire all'Alfa del branco Diamante Nero, noto anche come Morte Nera, che la sua ragazza non gli piace, col rischio di essere punito», ribatté con tono serio.
«Non ho mai fatto del male al mio branco e non farei mai del male a nessuno di loro per aver detto la propria opinione. Tuttavia, dovranno farsene una ragione, perché lei sarà la loro Luna, ma solo di nome. Non avrà alcun potere decisionale. Qui l'autorità è mia e mia soltanto. In quanto mio Beta, tu ne eserciti una certa parte, ma la cosa finisce lì. Il suo compito sarà quello di occuparsi delle donne e dei bambini e di organizzare qualche festa ogni tanto, ma per il resto non farà assolutamente nulla», dissi, riprendendo a esaminare le mie scartoffie.
«Ebbene, ho fatto preparare i tuoi bagagli da alcuni omega e partiremo presto domattina. Dovremmo arrivare a destinazione per le dieci di sabato mattina. Il viaggio ci porterà via quasi tutta la giornata di domani. Preferisci fare tappa in un albergo o guidare senza sosta per arrivare a tarda notte?», mi domandò.
«Fermarci prolungherebbe soltanto il tempo della mia assenza. Guideremo senza sosta, ci sistemeremo nella casa del loro branco e, con un po' di fortuna, ripartiremo sabato notte, non appena la festa si sarà calmata. Non vedo alcun motivo per restare più a lungo e ritrovarmi l'Alfa di quel branco, o di qualsiasi altro, a ronzarmi attorno con la proposta di prendere sua figlia come compagna. Il mio interesse per questo viaggio è puramente politico, nient'altro. Sono tutti loro ad avere bisogno di me, non il contrario», gli risposi.
