
Due Compagni: Una Scelta
Linda NH · Completato · 159.4k Parole
Introduzione
Senza preavviso, Adam impreca e mi viene in bocca, mentre Austin mi riempie del suo seme.
Mi sento piena, e non solo fisicamente; sento come se mi fosse stata restituita una parte di me stessa che mi mancava. Ci sdraiamo, io nel mezzo, avvolti da una sensazione di pienezza che non avevo mai provato.
Cosa faresti se ti dicessero che hai due compagni? Due maschi alpha completamente diversi da cui sei terribilmente attratta. Loro vogliono che tu scelga, ma tu sogni una cosa sola... tenerli entrambi.
Questa è la situazione in cui si trova Aria, una giovane neolaureata che vede il proprio mondo stravolto quando scopre che la sua migliore amica e coinquilina è in realtà un lupo mannaro e ha due compagni.
Riuscirà a scegliere tra Austin e Adam o finirà per tenerli entrambi?
Capitolo 1
ARIA
Il venerdì sera allo Spotlight è un delirio, con tutti gli studenti del campus che si riversano qui per godersi i drink e la buona musica. Piace anche a me, tranne per il fatto che sto dietro al bancone. In realtà mi godo solo la musica, tutto qui. Quindi, mentre alcuni fanno festa, io pulisco e servo da bere. Lavoro al bar nei weekend e condivido un appartamentino fuori dal campus con Riley, una ragazza conosciuta al primo anno. Potremmo permetterci l’affitto da sole entrambe, ma credo che lei preferisca non stare sola. È cresciuta in una specie di comunità dove erano tutti super legati, se ho capito bene.
Ma le cose potrebbero cambiare, perché l’ultima volta che è andata a trovare la sua famiglia Riley ha conosciuto un tizio di nome David, ed è stato amore a prima vista, letteralmente. Ha intenzione di mollare i suoi progetti dopo la laurea per seguirlo. È una gran stronzata, se chiedete a me. Non si molla tutto per qualcuno. E se tra un anno, tre o anche dieci le cose non funzionano, lei perderà tutto. D’accordo, vi concedo che questo tizio sembra uscito da una rivista: è alto un metro e ottanta, ha gli addominali, è biondo, occhi verdi... insomma, esattamente il tipo che farebbe innamorare qualsiasi ragazza. E ovviamente Riley, l’eterna romantica, ne è rimasta incantata. Anche se siamo migliori amiche, abbiamo personalità molto diverse. Per farla semplice, io ho i piedi molto più per terra di lei.
Mentre pulisco il bancone, un cliente abituale, Mark, si siede su uno sgabello con un sorriso stampato in faccia.
«Il solito, principessa» mi dice facendomi l’occhiolino.
Gli servo la birra. Avrà una quarantina d’anni e bazzica in un bar dove la clientela è composta per lo più da studenti. Sono l’unica a trovarlo un po’ inquietante?
«Aria, potresti almeno fargli un sorriso, è quello che lascia le mance migliori» mi dice Nicole a bassa voce.
È la proprietaria del locale, una madre single di due figli di 10 e 14 anni. Ha un temperamento focoso come il colore dei suoi capelli, un rosso fiammante. E a essere onesta, sarei felicissima se a quarant’anni avessi il suo fisico.
«Mi dispiace, ma lo trovo inquietante. Mi guarda come se fossi una bistecca, lo trovo degradante» rispondo dopo aver fatto a Mark il mio miglior sorriso forzato.
«Perché i ragazzini non ti guardano così?» mi chiede inarcando un sopracciglio.
«Non è la stessa cosa» le rispondo semplicemente, mentre è chiaramente la stessa cosa, ma siccome sono in malafede, non lo ammetterò.
Il resto della serata fila liscio, sorrido e fingo di ridere alle battute stupide dei clienti.
Quando si avvicina l’orario di chiusura, Nicole mi dice che posso andare. Non la tranquillizza molto il fatto che io torni a casa da sola a notte fonda. La maggior parte delle volte mi dà un passaggio o si assicura che io finisca prima della chiusura per evitare che esca insieme a tutti gli ubriachi.
Esco dal bar e le strade sono ancora animate; prendo la solita strada verso casa. Prima ascoltavo musica durante il tragitto, ma Cassius, mio fratello maggiore, mi ha convinta che è pericoloso. Non sentirei se un aggressore si avvicinasse. Lui era il più riluttante a lasciarmi prendere questo lavoro al bar. Papà non era molto d’accordo, ma sapeva che avrei fatto di testa mia. Ha aumentato la somma che mi manda ogni mese, ma ho continuato comunque a lavorare al bar. Non voglio diventare il tipo di ragazza che vive alle spalle del padre. Lui ha lavorato sodo per arrivare dov’è e io ho intenzione di fare lo stesso.
Cammino a passo deciso e sicuro quando sento un rumore in un vicolo adiacente. Sembra un bidone della spazzatura rovesciato. Forse è stato un gatto a farlo cadere. Poi un altro rumore, stavolta più forte, e un urlo soffocato. Ok, beh, forse allora è un gatto davvero grosso.
Sono combattuta: andare a casa e fingere di non aver sentito nulla, o andare a vedere qual è la fonte del rumore? Forse qualcuno si è fatto male; sarebbe omissione di soccorso se non intervenissi. Ma sì, al diavolo. Mi avvicino al vicolo, stretto tra due vecchi edifici di mattoni rossi. Il lampione più vicino non funziona, guarda caso. Avanzo lentamente e distinguo una sagoma a terra.
«Tutto bene?» chiedo avvicinandomi con cautela.
Oh cavolo, è un tizio nudo steso a terra.
«Signore?»
Si alza di scatto e noto del sangue sul suo braccio, tipo un sacco di sangue. Spalanco gli occhi e gli guardo il viso. Nonostante le circostanze, rimango colpita dalla sua bellezza: capelli neri scompigliati, occhi azzurri spalancati e bocca socchiusa.
«Mia» dice con voce profonda.
Non faccio in tempo a chiedergli di ripetere ciò che ha appena detto che sento stridere delle gomme sulla strada; distolgo lo sguardo e, quando guardo di nuovo nella sua direzione, è sparito.
«Aria!» urla Riley dietro di me. «Santo cielo, stai bene?» mi chiede stringendomi tra le braccia.
«Sì, sto bene» le rispondo confusa. «È stato strano» borbotto tra me e me.
Mi abbraccia e noto che con lei ci sono David e un altro ragazzo.
«Eravamo fuori con David e Austin. Volevamo passare al bar e aspettare che finissi il turno, ma ti abbiamo vista in lontananza infilarti in questo vicolo.»
David mi osserva con aria seria, mentre il suo amico è accovacciato vicino al bidone, dove c'è del sangue.
«Cos'hai visto?» mi chiede senza guardarmi.
Sento Riley e David irrigidirsi.
«Un tizio nudo» rispondo semplicemente. «Onestamente è stato così pazzesco che non so nemmeno se non me lo sia immaginato.»
Lui si alza e noto quanto è grosso e forte. È proprio un gran figo, ha i capelli castano scuro tirati indietro e gli occhi marroni. Ha un'aria seria che lo rende super sexy. Devo chiedere a Riley dove li pesca questi ragazzi.
«Ti diamo un passaggio» dice prima di incamminarsi verso l'auto senza mai guardarmi.
Riley mi prende sottobraccio e mi guida verso un SUV nero, mentre David ci segue.
Il viaggio verso casa avviene in un silenzio di tomba e la tensione si taglia col coltello.
Io e Riley scendiamo dall'auto; ho quasi raggiunto il portone del palazzo quando una mano mi afferra il braccio, costringendomi a fermarmi.
«Stai attenta. Quello che hai visto nel vicolo potrebbe essere pericoloso e potresti aver visto qualcosa che non dovevi» dice guardandomi dritto negli occhi, e potrei annegare nell'intensità del suo sguardo marrone. Sento il calore emanato dalla sua mano a contatto con il mio braccio ed è come se il tempo si fosse fermato, come se, in quel preciso istante, il mondo non esistesse. C'eravamo solo io e lui.
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