
Rivendicata dal Mio Fratellastro Miliardario
Ida · Completato · 213.3k Parole
Introduzione
"Non sei stanca di fingere... fiore?" chiese. La sua voce era pura seduzione. Quel tipo di seduzione sporca, inebriante... e sentivo il mio corpo riscaldarsi.
"Non sto fingendo. Non voglio avere niente a che fare con te, quindi stai lontano e lasciami in pace!"
Rise, un suono oscuro ma erotico, "È qui che ti sbagli..." iniziò, avvicinandosi finché la mia schiena non toccò il muro, "Questa cosa tra noi... non è una questione di volere. È una questione di bisogno. Di un'urgenza così profonda che minaccia di distruggermi. Non ti voglio semplicemente, Layla, ho un fottuto bisogno di te!"
Otto anni fa, la diciassettenne Layla Stevens incontrò Adam Crest in una cella di prigione: lei per effrazione, lui per un crimine molto più oscuro. Uno che non aveva commesso. Le loro strade si incrociarono per pochi minuti, ma fu sufficiente per lasciare un segno che Adam non riuscì a scrollarsi di dosso.
Ora, anni dopo, il destino ha un senso dell'umorismo contorto. Il padre di Adam sta per sposare la madre di Layla. Adam è determinato a conquistare la donna che inconsapevolmente si è impressa nella sua anima. Ma i muri di Layla sono alti, e ogni volta che lui cerca di abbatterli, volano scintille e gli animi si infiammano, accendendo una tensione che si rifiuta di spegnersi.
Quello che è iniziato come una fissazione si trasforma rapidamente in qualcosa di più profondo: una lotta emotiva intrisa di traumi sepolti, sensi di colpa e una chimica che non si estingue. Ma il passato non rimane silenzioso a lungo, e quando una quasi-tragedia li costringe a confrontare i loro sentimenti, iniziano a emergere segreti a lungo nascosti.
Man mano che i sentimenti crescono e i confini si confondono, Adam è costretto a confrontarsi con tutto ciò che ha cercato di seppellire, inclusa la terrificante idea di essere veramente visto.
Due persone spezzate possono trovare pace l'una nell'altra, o i loro passati tormentati li separeranno?
✨Una storia d'amore bollente intrecciata con segreti, dolore irrisolto e il tipo di amore che osa guarire.✨
Capitolo 1
Prologo
Mi passò delicatamente le dita tra i capelli, le sue labbra che sfioravano le mie in un dolce bacio. Aveva tanti lati diversi, e quello tenero era ancora una novità per me.
«Gridavi di nuovo nel sonno» dissi, incapace di dimenticare la sua espressione tormentata. Mi aspettavo che liquidasse la cosa, ma non lo fece.
«Ho i miei demoni, Layla. Ombre orribili che si rifiutano di lasciarmi in pace».
«Parlamene».
«Non posso». Mi guardò con una tale intensità, come se non riuscisse a vedere nient'altro che me.
«Perché no?»
«Perché potrebbero spaventarti e farti scappare. E se mi lasci, sarò perso per sempre. Posso affrontare qualsiasi cosa, fiorellino, ma non averti con me non sarà mai una di quelle».
Quando me lo disse, all'epoca, pensai che stesse esagerando. Oh, quanto mi sbagliavo!
Oggi
Ora, non sono una che giudica. Ho abbandonato il liceo per inseguire il folle sogno di diventare una tatuatrice, influenzata da un ragazzo che ho conosciuto in prigione a diciassette anni. In altre parole, sono un'esperta di decisioni sbagliate. Le decisioni sbagliate governano la mia vita e a me va bene così. Eppure... persino io ho i miei limiti, e mia madre mi sta rendendo davvero difficile non giudicare. Devo aver fatto qualcosa di terribile nella mia vita precedente, perché altrimenti mi ritroverei a partecipare alla quarta festa di fidanzamento di mia madre nei miei ventiquattro anni su questa terra?
Si tratta di quattro mariti diversi (escluso mio padre, di lui non parliamo).
Il grande salone odorava vagamente di legno invecchiato e agrumi, ovvero l'odore dei ricchi. Ma niente riusciva a mascherare l'aria soffocante di finzione che aleggiava alla festa. Mescolavo il mio martini con aria assente, il ghiaccio che tintinnava contro il bicchiere. Addy, la mia migliore amica e collega, era seduta accanto a me. Vibrava quasi per l'emozione, le dita curate avvolte attorno a un flûte di champagne.
«Tua madre ha decisamente fatto centro stavolta» disse per la terza volta, i suoi occhi che saettavano per la stanza come quelli di una bambina in un negozio di caramelle.
«Mi sento intrappolata in una soap opera di bassa lega» borbottai, sfilando l'oliva dal mio drink e gettandola via con un colpetto.
Addy rise. «Layla! E se qualche ricco sprovveduto ci inciampa?»
«Sopravvivrà» risposi secca, prendendo un lungo sorso dal bicchiere. Mia madre era al centro della stanza e brillava come solo lei sapeva fare. Capelli biondo platino e occhi azzurri come i miei. Era un misto di fascino e ambizione sfrenata. La sua risata risuonò cristallina, perché stavolta aveva vinto alla lotteria. Lucas Crest, o maritino numero quattro, era il gradino più alto della scala sociale che lei avesse mai raggiunto.
Ogni tanto, le sue amiche dell'alta società mi passavano accanto. Sfoggiavano sorrisi falsi e giudizi non troppo velati mentre mi salutavano. La figlia scapestrata, la delusione. Le loro domande educate erano solo frecciatine mascherate. Ma mi assicuravo sempre che le mie risposte mettessero in chiaro che non me ne fregava un cazzo di quello che pensavano.
«Sembri cavartela così bene» disse una di loro, con parole melense e fasulle. Mi venne da vomitare.
«Me la passo alla grande» dissi in tono piatto, voltandomi di nuovo verso Addy prima che potesse insistere.
La presenza di Addy era l'unica cosa che mi impediva di impazzire.
Avevo appena preso il mio quarto drink quando sentii un colpetto sulla spalla.
Mi voltai, aspettandomi di trovare un'altra amica di mia madre, e invece mi trovai di fronte un uomo. No, non solo un uomo... un fottuto dio.
Era alto, con i capelli scuri pettinati all'indietro, così perfetti da non sembrare un caso. La mascella affilata e l'abito sartoriale urlavano ricchezza, mentre il leggero sorrisetto sulle labbra sussurrava guai. E io, be', avevo un debole per i guai. I suoi occhi, grigi e intensi, sembrarono soffermarsi su di me un secondo di troppo, riempiendomi la testa di pensieri così sconci che mi venne voglia di andare a confessarmi. Poi lo sguardo mi cadde sulla sua mano tesa.
L'oliva.
«Hai perso qualcosa?» chiese, porgendomela come se avesse appena scoperto un cimelio di famiglia.
Sbattei le palpebre, momentaneamente spiazzata da come una persona potesse avere una voce del genere. Era una voce peccaminosa, e io avevo un debole per il peccato. Inarcai un sopracciglio. «Posso aiutarti?»
«Deve essere importante» disse lui, con fare disinvolto, facendola rotolare tra le dita. «L'hai lanciata con una tale… determinazione.»
Sbuffai. «E tu ti sei dato la pena di raccoglierla? Questo è incredibilmente strano o tragicamente patetico. Non ho ancora deciso.»
Il sorrisetto si allargò, per nulla scalfito. «Mai sentito parlare di galateo? Non si va in giro a lanciare le cose.»
Avrei voluto alzare gli occhi al cielo. Perché quelli sexy dovevano sempre rivelarsi dei fottuti strambi?! Il gomito di Addy mi si conficcò in un fianco. «E questo chi è?» sussurrò a voce troppo alta.
«Bella domanda» risposi, tornando a guardarlo. «Tu chi saresti? La polizia delle olive?»
L'angolo della sua bocca ebbe un fremito, come se stesse decidendo se sorridere o continuare la messinscena. «Diciamo solo che sono uno a cui non sfuggono né le cose, né le persone.»
L'aria tra noi si fece carica, come l'elettricità statica prima di un temporale. La sua arroganza mi irritava, ma maledizione se non era affascinante. Maledetta la mia debolezza per gli uomini attraenti!
«E io che pensavo che i pezzi grossi avessero di meglio da fare» replicai, squadrando il suo orologio, le sue scarpe e il modo in cui indossava l'arroganza come una seconda pelle. Veniva decisamente da una famiglia ricca. «Ma immagino che tu ti accontenti delle piccole vittorie.»
Il suo sguardo non vacillò, e odiai il modo in cui mi fece venire la pelle d'oca. «Non solo le piccole vittorie. Quelle interessanti. Come ti chiami?»
«Non sono affari tuoi» dissi secca, voltandomi di nuovo verso il mio drink.
Ma lui non se ne andò. Anzi, si avvicinò finché non fu accanto al mio orecchio, con la voce bassa e suadente. Dentro di me stavo urlando e, chiamatemi pure debole, ma a quel punto ero terribilmente eccitata. Deglutii a fatica e cercai di sembrare indifferente.
«Hai una bella linguaccia, fiorellino.»
«E tu un bell'ego» ribattei. «Magari trovi qualcun altro che te lo accarezzi.»
Accanto a me, Addy rimase a bocca aperta, ma lui non batté ciglio. Si limitò a guardarmi, mentre il suo sorrisetto si trasformava in qualcosa di più tagliente, più calcolatore.
«Credo che resterò proprio qui» disse. «Sei più divertente della festa stessa.»
Aprii la bocca per dire chissà cosa, ma Addy mi afferrò un braccio, con una presa sorprendentemente forte per una persona così minuta. «Okay, è ora di andare!» disse, con la voce acuta e frenetica.
«Muori dalla voglia di scopartelo!» mi sussurrò mentre mi trascinava letteralmente via dal bancone. Riuscii a lanciare un'ultima occhiata allo sconosciuto arrogante mentre ci guardava andare via, il suo sorrisetto perfettamente intatto.
E che mi venisse un colpo, odiavo quanto desiderassi cancellarglielo da quella faccia stupidamente meravigliosa... o forse cancellarglielo con un bacio.
Ultimi capitoli
#177 Capitolo 177
Ultimo aggiornamento: 1/22/2026#176 Capitolo 176
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#175 Capitolo 175
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#174 Capitolo 174
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#173 Capitolo 173
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#172 Capitolo 172
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#171 Capitolo 171
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#170 Capitolo 170
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025#169 Capitolo 169
Ultimo aggiornamento: 1/22/2026#168 Capitolo 168
Ultimo aggiornamento: 11/24/2025
Potrebbe piacerti 😍
Ops! Ho mandato un sext al mio capo a Capodanno
«Sei fuori di testa! Io non ti ho mai voluto!» ringhiai tra i denti, odiando quanto suonassi debole. Odiando come, all’improvviso, le braccia non avessero più la forza di respingerlo.
E come ci fosse una parte di me che lo voleva davvero, nonostante tutto.
«Continua a negarlo», mormorò, gli occhi che si facevano più scuri. «Mi viene solo più voglia di piegarti sulla mia scrivania e scoparti via quell’atteggiamento.»
Quando l’assistente esecutiva Alice Rhodes mandò un messaggio sexy al suo capo arrogante e insopportabile, Theodore Linden-Hawthorne, durante la festa di Capodanno dell’azienda, la sua vita si capovolse completamente.
Perse tutto: il fidanzato, la famiglia e la sua migliore amica, tutto per un unico, imbarazzante errore. E, come se non bastasse, Theodore sembrava incapace di starle lontano, e Alice fu inorridita nel rendersi conto che quel sentimento, lentamente, stava iniziando a diventare reciproco.
Ma quell’attrazione tra loro aveva un prezzo. Alice e Theodore venivano da due mondi completamente diversi. Il loro desiderio era proibito e guardato con disapprovazione da chiunque li circondasse. Il loro amore sarebbe sopravvissuto a ex assetati di vendetta, scandali succosi, segreti nascosti e sorprese inaspettate?
Addomesticare i miei cinque papà alfa
Il mio avversario mi provocò dopo aver fallito nel suo 25° sfida.
Ero una delle femmine lupo più forti nel branco della Luna Fiorita e servivo come Gamma. Pensavo che sarei rimasta vergine per il resto della mia vita, ma fino a quella Notte Ululante...
Quando mi svegliai, ero stretta tra due altri uomini nudi.
C'erano altri tre uomini sul pavimento.
Mi presi dal panico, c'era un dolore intenso tra le gambe, quasi urlai a voce alta.
Avevo dato la mia verginità a cinque uomini sconosciuti?!
Devota All'Alpha
Il mondo di Adeline viene capovolto quando un Alpha del branco vicino prende il controllo del suo. È spietato; corrono voci secondo cui avrebbe persino ucciso suo padre pur di ottenere il ruolo di Alpha, eppure Adeline non riesce a impedire alle ginocchia di cederle ogni volta che lui è nei paraggi.
Convinto che la Dea della Luna abbia maledetto l’Alpha Jaxon, condannandolo a non avere mai un vero compagno a causa del suo passato violento, lui sceglie invece un compagno compatibile: una donna abbastanza forte da aiutarlo a guidare il branco, a differenza di Adeline, che a prima vista sembra fragile. Eppure Adeline scopre che c’è qualcosa di più della semplice brama a trascinarla verso l’Alpha Jaxon. Come potrà resistergli?
«Non sono sicuro che sia così che si dovrebbe salutare il proprio Alpha», mormorò a pochi centimetri dalle mie labbra.
Mi fermai un istante, cercando di ricompormi, con l’adrenalina che mi scorreva libera nelle vene, mentre io e la mia lupa assaporavamo il conforto di essergli di nuovo così vicine. «Mmh, può darsi… solo che tu non sei ancora il mio Alpha», lo provocai, con un tono seducente che mi uscì naturale.
Eravamo così vicini che il calore dei nostri respiri si scontrava. Desideravo con tutte le forze che cedesse, che annullasse la distanza tra noi.
«Lo senti, vero? La tua lupa sta strillando là dentro per farsi marchiare da me… proprio… qui…» Jaxon mi sfiorò il collo con un morso appena accennato. Mi sembrò che le gambe potessero cedere da un momento all’altro.
Fece scivolare una mano sotto il mio maglione, sulla schiena, tirandomi più vicina contro la sua durezza, mentre l’altra mi accarezzava il viso lungo il profilo, sfiorandomi piano la mandibola. Al suo tocco, scintille elettriche nette mi attraversarono il corpo.
«Shh, Adeline. Presto ti avrò del tutto sottomessa a me. Supplicherai il tuo Alpha di allargarti quella fica stretta e bagnata e di riempirti fino in fondo», disse, abbassando la mano e sfiorandomi leggermente tra le gambe.
La sua ossessione (Amando Avery)
La mia vita non è altro che una moderna storia di Cenerentola. Tutto cambia a causa di una sola persona. Non sapevo che il tranquillo motociclista che aveva avuto pietà di me e mi aveva portato a scuola fosse nientemeno che il miliardario Jake Woods, per cui tutte le donne di Ryedale avevano una cotta—un uomo che nessuno aveva mai visto.
Ha portato amore, felicità e risate nella mia vita. La mia matrigna e la mia sorellastra non potevano permettersi di lasciarmi avere libertà, quindi hanno fatto di tutto per far sì che mio padre mi odiasse. Ho sopportato le percosse e la costante mancanza di libertà. Jake è stato la mia salvezza, ma quella felicità mi sarebbe stata strappata via.
È stato il primo uomo a cui ho permesso di toccarmi, il mio primo amore e l'unico che avrei mai voluto. Quando Renée e Alexis hanno scoperto l'identità dell'uomo che mi stava accanto, non potevo prevedere i loro piani che ci avrebbero separato, lasciandoci entrambi nel dolore e nella sofferenza.
Il Migliore Amico Miliardario di Mio Padre
Il Quarterback e la Tata
Quando accetta un lavoro come tata convivente, si aspetta notti interminabili e bambini urlanti. Quello che non si aspetta è Romeo Sinclair, il quarterback stellare della scuola, e il suo peggior nemico.
Roman Sinclair è il quarterback di punta della Riverfield High: adorato, intoccabile e complice di ogni atto di bullismo. A scuola guarda la sua ragazza e i compagni di squadra fare a pezzi Milly. A casa, non vuole avere niente a che fare con lei.
Da qualche parte, tra sguardi rubati e silenzi condivisi, l’odio comincia a incrinarsi e qualcosa di inatteso inizia a sbocciare. Romeo deve scegliere tra il ruolo che ci si aspetta da lui e la ragazza che potrebbe costargli tutto.
Rivendicata dal Miliardario
La sua voce era gelida, affilata come acciaio.
«Aspetti—dev’esserci un errore.»
«Firma quei maledetti documenti,» disse, a voce bassa, tagliente come una lama.
Ingoiai a fatica.
Le minacce di mio padre mi rimbombavano in testa: Se non lo fai, tuo figlio non lo rivedrai mai più.
E firmai.
Elizabeth Harper non era mai stata destinata a sposarlo. Lui era il pericolo in un completo su misura, la ricchezza avvolta nel silenzio, il potere nascosto dietro occhi azzurri e freddi.
Un errore, una firma nella stanza sbagliata, e adesso lei è legata a Christian Reed, il miliardario spietato noto per distruggere imperi… compreso il proprio sangue. Lei avrebbe dovuto essere invisibile. Obbediente e sacrificabile.
Innamorata dell'Amico di Papà
"Montami, Angelo." Comanda, ansimando, guidando i miei fianchi.
"Mettimelo dentro, per favore..." Imploro, mordendogli la spalla, cercando di controllare la sensazione di piacere che sta prendendo il sopravvento sul mio corpo più intensamente di qualsiasi orgasmo che abbia mai provato da sola. Sta solo strofinando il suo cazzo su di me, e la sensazione è migliore di qualsiasi cosa io sia riuscita a fare da sola.
"Stai zitta." Dice rauco, affondando ancora di più le dita nei miei fianchi, guidando il modo in cui cavalco il suo grembo rapidamente, facendo scivolare la mia entrata bagnata e facendo strofinare il mio clitoride contro la sua erezione.
"Ah, Julian..." Il suo nome mi sfugge con un gemito forte, e lui solleva i miei fianchi con estrema facilità e mi tira giù di nuovo, facendo un suono vuoto che mi fa mordere le labbra. Potevo sentire come la punta del suo cazzo incontrava pericolosamente la mia entrata...
Angelee decide di liberarsi e fare tutto ciò che vuole, incluso perdere la verginità dopo aver sorpreso il suo ragazzo di quattro anni a letto con la sua migliore amica nel suo appartamento. Ma chi potrebbe essere la scelta migliore, se non il migliore amico di suo padre, un uomo di successo e un convinto scapolo?
Julian è abituato ad avere avventure e storie di una notte. Più di questo, non si è mai impegnato con nessuno, né ha mai avuto il cuore conquistato. E questo lo renderebbe il candidato ideale... se fosse disposto ad accettare la richiesta di Angelee. Tuttavia, lei è determinata a convincerlo, anche se significa sedurlo e confondergli completamente la testa. ... "Angelee?" Mi guarda confuso, forse la mia espressione è confusa. Ma apro solo le labbra, dicendo lentamente, "Julian, voglio che mi scopi."
Valutazione: 18+
Il Don della Mafia Mi Supplica di Tornare da Lui
Damian le afferrò la mandibola con freddezza. «Le condizioni di Vivian sono peggiorate. L’intervento è fissato tra un mese. Non preoccuparti: ti troverò il posto migliore al cimitero e mi assicurerò che la tua famiglia non abbia mai problemi. Devi capire una cosa: se non fosse stato per il tuo cuore, non saresti mai potuta diventare mia moglie, non saresti mai potuta diventare la signora Montgomery. Hai vissuto per anni nel lusso. Adesso è il momento di restituire qualcosa.»
Persino il figlio che lei aveva cresciuto con le proprie mani le urlò contro: «Perché non muori e basta? Se muori, il tuo cuore può andare a Vivian! Io voglio Vivian come mamma!»
Elara andò in pezzi. Ma non era del tutto spezzata.
Infilò l’accordo di divorzio in mezzo a una pila di contratti che aspettavano la firma di Damian. Lui non lesse con attenzione. Firmò. E lei, finalmente, fu libera.
Elara accettò l’offerta: capo perito di gioielli, uno stipendio annuo a sette cifre. Si concesse un mese per dire addio ai cinque anni che le erano stati rubati. Si sottrasse alla vita di Damian e a quella di Caleb, poco alla volta, finché di lei non rimase più nulla.
Fino a quella notte, quando Damian guardò impotente un proiettile squarciarle la spalla e lei precipitare nelle acque gelide dell’Atlantico.
«No! Elara! Non ti è permesso morire!»
In quell’istante Damian capì finalmente: da qualche parte, nel corso di quei cinque anni, si era già innamorato di Elara. E una verità in cui aveva sempre creduto si capovolse nel momento in cui Elara se ne andò.
Si era sbagliato. In modo catastrofico. Sbagliato fin dall’inizio. Quel boss di mafia fiero, nobile e spietato venne divorato dal rimorso e giurò di passare il resto della vita a espiare — a riconquistare Elara, che aveva perso fino all’ultimo briciolo di fiducia in lui.
«Elara, ti supplico. Torna. Torna da me e da Caleb.»
«Mamma, mi dispiace. Per favore, non abbandonarmi.»
Quando Elara — ormai una figura internazionale, ammirata e adorata da innumerevoli persone — si ritrova di nuovo faccia a faccia con l’uomo che un tempo aveva amato con tutto il cuore e con il figlio che un tempo aveva desiderato la sua morte, quale scelta farà?
L'amore Silenzioso del CEO
Prima che potessi rispondere, si avvicinò, sovrastandomi all'improvviso, con il viso a pochi centimetri dal mio. Sentii il fiato mancarmi, le labbra che si schiudevano per la sorpresa.
«Allora questo è il prezzo da pagare per aver parlato male di me agli altri» mormorò, mordicchiandomi il labbro inferiore prima di impossessarsi della mia bocca in un bacio vero e proprio. Era iniziato come una punizione, ma si trasformò rapidamente in qualcos'altro non appena risposi, la mia rigidità iniziale che si scioglieva in arrendevolezza, e poi in partecipazione attiva.
Il respiro si fece più rapido, piccoli suoni mi sfuggivano dalla gola mentre lui esplorava il mio corpo. I suoi tocchi erano insieme punizione e piacere, e mi provocavano brividi che sentivo riverberare attraverso il suo stesso corpo.
La camicia da notte mi si era sollevata e le sue mani scoprivano sempre più pelle a ogni carezza. Eravamo entrambi persi in quella sensazione, il pensiero razionale che svaniva a ogni secondo che passava...
Tre anni fa, per esaudire il desiderio di sua nonna, sono stata costretta a sposare Derek Wells, il secondogenito della famiglia che mi aveva adottata dieci anni prima. Lui non mi amava, ma io l'ho sempre amato in segreto.
Ora, il matrimonio combinato di tre anni sta per finire, ma sento che tra me e Derek è nato un qualche tipo di sentimento che nessuno dei due è disposto ad ammettere. Non so se le mie sensazioni siano giuste, ma so che fisicamente non riusciamo a resisterci.
Questa volta mi insegue con tutto se stesso
Lo raggiunse fuori dalla sala da ballo, mentre lui fumava vicino all'ingresso, con il solo desiderio di potersi almeno spiegare.
«Sei ancora arrabbiato con me?»
Lui gettò via la sigaretta con un gesto secco e la guardò con palese disprezzo. «Arrabbiato? Pensi che io sia arrabbiato? Fammi indovinare: Maya ha finalmente scoperto chi sono e ora vuole "riallacciare i rapporti". Un'altra possibilità, ora che sa che il mio cognome è sinonimo di soldi.»
Quando lei cercò di negare, lui la interruppe. «Sei stata solo una parentesi. Una nota a piè di pagina. Se non ti fossi fatta viva stasera, non mi sarei nemmeno ricordato di te.»
Le lacrime le punsero gli occhi. Fu sul punto di parlargli di sua figlia, ma si trattenne. Lui avrebbe solo pensato che stesse usando la bambina per incastrarlo e mettere le mani sui suoi soldi.
Maya ricacciò indietro ogni parola e se ne andò, certa che le loro strade non si sarebbero mai più incrociate. Invece, lui avrebbe continuato a ripresentarsi nella sua vita, finché non sarebbe stato proprio lui a doversi umiliare, supplicandola di riprenderlo con sé.
Fuggendo di nuovo dal mio Signore della Mafia Ossessionato
Belle è come una luce in questo mondo oscuro, una giovane donna che ha appena finito l'università e non sa nulla della realtà di Felix, tanto meno dei veri colori dell'uomo che sembra così perfetto.
Tuttavia, non si può cambiare la propria natura. La caduta è semplicemente inevitabile, e la verità è sempre in attesa di essere vista. Ma Isabelle aprirà gli occhi e abbraccerà le ombre che la circondano? O fuggirà dalla sua gabbia e scapperà dall'ossessione dolce di Felix?












