Scelta per essere la Surrogata dell'Alfa
514 Visualizzazioni · In corso · Genevieve Hale
I miei fianchi si muovono senza vergogna, cavalcando la sua mano mentre mi succhia la pelle del collo fino a lasciarmi dei lividi. Questo segreto sconcio, questa proposta indecente così in contrasto con la mia vita abbottonata. Le sue dita mi sfiorano con tocchi leggeri, quasi crudeli, strappandomi un urlo dalla gola mentre vado in pezzi. Gli occhi mi si rovesciano all'indietro, il corpo bloccato da uno spasmo che mi arriva fino alle ossa.
Ho appena fatto sesso… con uno sconosciuto… in un vicolo sudicio…
«Fai la brava. Le brave ragazze vengono ricompensate».
Stronzate.
Fare la brava ragazza non ti fa ottenere un bel niente, se non un marito traditore e pile di debiti accumulati a tuo nome su carte di credito che lui usava per viziare la sua amante. E la frecciatina di quella stronza che vorrei tanto cancellare dalla mente: «Forse se tu fossi riuscita a dargli un figlio, non avrebbe avuto bisogno di cercarselo altrove».
Dopo anni di test negativi, quanto può essere crudele il fatto che un singolo, sconsiderato incontro con uno sconosciuto possa riuscire dove il mio matrimonio ha fallito? Una risata strozzata mi sfugge dalle labbra, sull'orlo dell'isteria.
L'uomo affascinante dagli occhi scuri si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. «Chi sono io non ha importanza», dice, e le sue parole mi risuonano fin nel midollo. «Quello che importa è che tu, Penelope, porti in grembo il mio erede».
«Il tuo… il tuo erede...?»
Ho appena fatto sesso… con uno sconosciuto… in un vicolo sudicio…
«Fai la brava. Le brave ragazze vengono ricompensate».
Stronzate.
Fare la brava ragazza non ti fa ottenere un bel niente, se non un marito traditore e pile di debiti accumulati a tuo nome su carte di credito che lui usava per viziare la sua amante. E la frecciatina di quella stronza che vorrei tanto cancellare dalla mente: «Forse se tu fossi riuscita a dargli un figlio, non avrebbe avuto bisogno di cercarselo altrove».
Dopo anni di test negativi, quanto può essere crudele il fatto che un singolo, sconsiderato incontro con uno sconosciuto possa riuscire dove il mio matrimonio ha fallito? Una risata strozzata mi sfugge dalle labbra, sull'orlo dell'isteria.
L'uomo affascinante dagli occhi scuri si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia. «Chi sono io non ha importanza», dice, e le sue parole mi risuonano fin nel midollo. «Quello che importa è che tu, Penelope, porti in grembo il mio erede».
«Il tuo… il tuo erede...?»


















































